Imu: probabile una riforma sugli immobili che comprenderà nonsolo la prima casa, ma anche capannoni, negozi, terreni che, come ricorda il ministro dello Sviluppoeconomico Flavio Zanonato all’assemblea degli imprenditori di Torino: “sonola prima casa di voi imprenditori”.

Entro il 31 agosto quindi, ci si aspetta una risposta chiaradal Governo, che ha già cancellato la prima rata dell’Imu sulla prima casa. Lamanovra sulle aziende costerebbe nove miliardi di euro, e offrirebbe lapossibilità agli imprenditori, che di fatto non godono di particolariagevolazioni fiscali, di usufruire di un'importante detrazione per alleggerirei costi del lavoro.

Pd e Pdl sembrano appoggiare questo accordo e già domani inmattinata, presso Palazzo Chigi, si riuniranno i capigruppo di maggioranza perparlare anche di decreto occupazione e coperturesul rinvio di tre mesi del rincaro dell'Iva.All’ordine del giorno quindi, una ricca agenda sugli incentivi per il lavoro,la possibilità di aumentarli e le forme del lavoro flessibile da introdurre invista dell'Expo di Milano. Il Ministro Giovannini ricorda: “I giovani che nonlavorano e non studiano, costano all'Italia 25 miliardi di euro, pari all’1,8%del Pil”.

Mentre sul fronte Iva, bisognerà trovare le coperture senzaincidere con rincari sui contribuenti, così come per l’Imu sulla prima casa.

Ilvero scoglio dunque, sembra essere questo cuneo fiscale, con una soglia della spesapubblica a 800 miliardi di euro, anche sesi parlerà solo in autunno con la nuova legge di stabilità, sulle misure daadottar per alleviare l’enorme peso delle tasse sul costo del lavoro (oggi al 47,6% - dati Ocse). A pesare sulla bustapaga sono Irpef e Irap, ma anchecontributi sociali (quellipagati da imprese e lavoratori per la sicurezza sul lavoro, le assicurazionicontro la disoccupazione, ecc.), e l’imposta regionale sulle attivitàproduttive (proporzionale al fatturato,che va al fondo sanitario nazionale per il 90%).

Le ipotesi più accreditate mirano a “ridurre le aliquotefiscali dell'Irpef in corrispondenza dei redditi medi dei lavoratori, cioèquelli tra i 25 mila e i 30 mila l’anno”, afferma Dell'Aringa, e “togliendo ilcosto del lavoro dall'Irap saremmo alleggeriti notevolmente”, conclude ilsottosegretario.

Per quanto riguarda i tempi previsti: “Sono imposti dallacrisi che ci morde, non possiamo continuare a finanziare l'inattività, dobbiamofinanziare il lavoro”. Le parola magiche sembrano quindi, essere spendingreview, lotta all'evasione, abbassamento dei costi standard, centralizzazionedegli acquisti della Pubblicaamministrazione, e vendita del patrimonio pubblico: “Va fatto tutto – afferma Dell’Aringa - pur dirimettere in moto il Paese”.