Lo avevamo già anticipato alcuni giorni fa nell'articolo Riforma pensioni, verso un nulla di fatto? ed ora arriva presumibilmente la conferma definitiva dal ministro Giovannini, ospite del Meeting di Comunione e Liberazione:nessuna riforma delle pensioni (omeglio, nessuna modifica sostanziale alla RiformaFornero, nei suoi punti relativi al sistema pensionistico), per lo meno neiprossimi mesi; dunque rimangono in piedi solo le ipotesi di interventi miratiper quel riguarda le tematiche di più urgente importanza come i prepensionamenti dei lavoratori stataliin esubero, la tutela degli esodati,la questione dei Quota 96 dellascuola, che forse troveranno una qualsivoglia soluzione se oggi 23 agosto il Decreto D'Alia venisse approvato dalprimo Consiglio dei Ministri post vacanze estive.
Dunque chi sperava che la Legge Fornero venisse sostanzialmente modificata o addiritturasostituita con un altro pacchetto normativo tale che si potesse, per l'ennesimavolta nella storia italiana, parlare di riformadelle pensioni, conviene che si metta l'animo in pace perché l'impiantogenerale non verrà modificato: a crederci ancora c'è sempre Cesare Damiano, l'esponentedel PD che in queste settimane sta lanciando, con l'appoggio anche di figure dirilievo degli ambienti governativi e parlamentari, una proposta di cambiamentodel sistema pensionistico (non è il solo in realtà, ma il suo progetto appareessere il più apprezzato) che però, a stare agli ultimi sviluppi e alleaffermazioni di questi giorni del ministro Giovannini, dovrà rimanere nelcassetto ancora per un bel po'.
Tra le emergenze che invece il governo Letta sembra intenzionato ad affrontare subito, c'èovviamente quella degli esodati:sempre secondo le parole di Giovannini le risorse per tutelare tra i 20.000 edi 30.000 esodati ci sono, anche se ovviamente la parola finale spetta non tantoal Governo quanto alla Ragioneria di Stato.
Ovviamente le tematiche calde, anzi caldissime, sonoparecchie: prima su tutte la questione Imued in genere tutto ciò che riguarda la casa (mutui, affitti, mercatoimmobiliare), poi l'aumento dell'Iva (ci sarà? Non ci sarà?), e laquestione dell'agibilità politica di Silvio Berlusconi, che dopoessere stato condannato al processo Mediaset continua a minacciare una crisi digoverno che di certo il Paese non si potrebbe permettere.