Il rapportoIsmu sulle immigrazioni 2012 parla chiaro: l'Italia da Paese di immigrazione èdiventato Paese di emigrazione. Dopo il Portogallo e poi la Spagna staaccadendo anche in Italia dove lo scorso anno nella nostra Penisola sonoentrati circa 27mila stranieri a fronte di circa 50mila italiani partiti perl'estero in cerca di lavoro.

Già si sentiva nell'aria qualcosa di simile nel2010, quando l'emigrazione stava crescendo più dell'immigrazione. Insomma, unaumento lento e consolidato negli anni. Aumentano infatti i migranti chesoggiornano da lungo tempo e cresce il numero delle concessioni di cittadinanza(70mila solo nel 2011).

In parallelo aumentano gli italiani che vanno viaall'estero per cercare lavoro.

Come dice Gian Carlo Blangiardo, docente di Demografia allauniversità Milano-Bicocca che ha curato questo rapporto Ismu "da una parteimportiamo giovani stranieri laureati che finiscono per trovare un mestierepoco qualificato, dall'altra esportiamo giovani cervelli che soltantoall'estero trovano una professione alla loro altezza".

Pochi gli stranieri chevanno via dall'Italia, ma solo quelli che non percepiscono un reddito epreferiscono far tornare nei propri Paesi di origine la moglie e i figli perchécosta meno mantenerli a distanza. Il rapporto Ismu si concentra anche sullacrescita della criminalità straniera che aumenta parallelamente a quellaitaliana per quanto riguarda furti, rapine e violenze sessuali.

Un quadro pocorassicurante che la crisi in primis ha scatenato, e che sta già "mietendo"vittime.

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