Rincari per caffè, bibite e snack acquistati attraverso i distributori automatici. Dal primo gennaio i proprietari dei distributori collocati negli ospedali, scuole e uffici, potranno aumentare i prezzi del 6%, in relazione al fatto dell'aumento dell'Iva che passa dal 4 al 10%. La Confida,socio aggregato Associazione Italiana Distribuzione Automatica, è favorevole a questi nuovi aumenti che consentirà di recuperare in parte i soldi prelevati, al settore, per finanziare l'ecobonus. I prezzi di vendita dei prodotti distribuiti dai distributori automatici possono essere aumentati solo al fine di adeguarli all'aumento dell'Iva e cioè non superiore al 6%.
Aumenti in vista anche per le tariffe di lettere e raccomandate; aumenterà la tariffa della posta prioritaria della prima fascia, da 0-20 grammi, in progetto anche quello della posta raccomandata, anch'essa di prima fascia. Gli aumenti previsti da Poste Italiane non dovranno superare il 60% del costo totale della spedizione e dovranno essere realizzati una sola volta in un anno.
Il primo è stato il Piemonte, che dal 15 dicembre ha aumentato le tariffe del trasporto locale del 20%, a seguire molte delle regioni italiane prenderanno d'esempio i piemontesi ed aumenteranno anche loro le tariffe. Dal primo gennaio ci sarà un aumento del 12,91% del pedaggio delle Autovie venete.
Il Garante ha anche stabilito che nel 2014 ci dovrà essere anche il nuovo calcolo sul consumo dell'acqua, che rimane un'incognita se sarà favorevole o no ai cittadini; senza considerare che, gli inquilini e non solo i proprietari di casa, dovranno pagare anche la Tares, l'imposta locale sui rifiuti.
La Confesercenti ha stabilito che questa tassa aumenterà di circa il 60% di quanto pagato lo scorso anno.
Non è una novità l'aumento dei carburanti, soprattutto quando è periodo di vacanza e quindi di grandi spostamenti in auto. La vera vergogna del prezzo della benzina e del gasolio è causata dalle famose accise che pesano per il 52% sul costo totale. I carburanti per il trasporto hanno fatto registrare forti aumenti, portando la benzina verde ad un prezzo di 1,796 euro al litro, con punte di 1,830, mentre il gasolio costa 1,726 euro. Questi prezzi sono così alti perchè noi poveri italiani quando compriamo un litro di benzina paghiamo anche: la guerra in Abissinia del 1935 (1,90 lire), la crisi di Suez del 1956 (14 lire), il disastro del Vajont del 1963 (10 lire), l'alluvione di Firenze del 1966 (10 lire), il terremoto del Belice del 1968 (10 lire), quello del del Friuli del 1976 (99 lire) e in Irpinia del 1980 (75 lire), la missione in Libano del 1983 (205 lire) e quella in Bosnia del 1996 (22 lire), il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004 (0,020 euro, ossia 39 lire), il decreto Legge 34/11 per il finanziamento della manutenzione e la conservazione dei beni culturali, di enti ed istituzioni culturali (0,0073 Euro), 0,040 Euro per far fronte all'emergenza immigrati dovuta alla crisi libica del 2011, ai sensi della Legge 225/92, 0,0089 per far fronte all'alluvione in Liguria ed in Toscana del novembre 2011 e 0,112 Euro sul diesel e 0,082 Euro per la benzina in seguito al Decreto Legge 6 dicembre 2011 n. 201 «Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici» del governo Monti. Su tutte queste accise della benzina va aggiunta anche il 20% dell'Iva.