Venerdì 27 dicembre l'assemblea dei soci della banca Monte deiPaschi di Siena che doveva tenersi in prima convocazione era stata rimandataalla seconda convocazione perché i soci presenti raggiungevano solo il 49,3%delle azioni e l'assemblea sarebbe risultata valida solo se fossero statipresenti i proprietari del 50,1% delle azioni della Banca.
Anche se è diprassi che la prima convocazione delle assemblee vada quasi sempre deserta e che sia un proforma per rispettare lo Statuto, nel casodel Monte dei Paschi di Siena sembra aver preso l'aria di un'imboscata non riuscita, che faceva prevedere i guai in cui èandata incontro la Banca ieri mattina, al momento della seconda convocazione.
All'ordine del giorno dell'assemblea dei soci c'era la dataper l'aumento di capitale sociale della banca del Monte dei Paschi di Siena che ilpresidente Profumo e i molti Soci volevano effettuare a gennaio 2014,mentre la Fondazione Monte dei Paschi di Siena, che detiene da sola il 33,5%delle azioni della banca ed è presieduta da Antonella Mansi, preferiva spostarepiù avanti nel tempo, perlomeno a maggio - giugno 2014.
La fondazione chiedeva lo spostamento dell'aumento del capitale per riuscire a trovare i fondi necessari apartecipare e non veder diminuire il suo apporto in favoredi nuovi soci che sarebbero entrati nel salvataggio. L'aumento di capitale necessario alla Banca per risolvere i suoi problemi è di 3 miliardi e la Fondazione MPS, in questo momento, ha dei problemi economici legati proprio all'aver troppe volte sostenuto il Monte dei Paschi.
Se venerdì per un soffio non si è ottenuto il numero legale, lariunione di ieri mattina era legalmente valida e la Fondazione MPSrappresentava più del 50% delle azioni presenti all'assemblea, così AntonellaMansi ha potuto ottenere il desiderato rinvio dell'aumento del capitale sociale alprossimo giugno.
Ora gli scenari cambiano perché il presidente Profumo dicedi non essere certo che i nuovi possibili soci, un consorzio di banche svizzereguidate da UBS e molto poco interessatiai problemi economici della Fondazione MPS ma disposto ad accollarsi i problemidel Monte dei Paschi, siano disposti ad aspettare fino a giugno.
La fondazione MPS, dal canto suo fa delle propostealternative, come quella di chiedere l'entrata della Cassa Depositi e Prestitinel capitale sociale della banca.
Di fatto, sarebbe però un salvataggio con capitali pubblici che andrebbe contro le politiche di privatizzazione diaziende statali portate avanti dai Governi che si sono succeduti negli ultimianni, e questa soluzione potrebbe non essere condivisa.
Inoltre, l'aumento dicapitale della Banca MPS è necessario per poter onorare il debito contratto conlo stato italiano nel 2012 con l'emissione dei famosi Monti Bond, compresi gliinteressi dovuti per quel prestito che servì per salvare il Monte dei Paschi diSiena dal fallimento, e sembra un po' strano che questo debito sia accollatoproprio dal maggior creditore della banca stessa con i suoi fondi senza che visia un ridistribuzione delle maggioranze all'interno del consiglio di amministrazione.
Il presidente del Monte dei Paschi, Alessandro Profumo, ha commentato, in merito a questa vicenda, che valuterà se dare o no le dimissioni.