Il 2014 sarà un altro anno di sacrifici e di bassa crescita per gli italiani. Lo dicono le stime della Commissione Europea che ha diffuso i dati aggiornati per il prossimo biennio.
L'Italia resta fanalino di coda nella crescita nel 2014, ma riparte nel 2015. Stessa cosa per la disoccupazione. A conti fatti il belpaese peggiorerà la sua situazione economica anche nell'anno in corso ad eccezione del rapporto deficit/pil che migliorerà notevolmente grazie alla rigorosa applicazione delle restrizioni di bilancio. Basterà questo a creare quelle risorse necessarie per andare a tagliare il costo del lavoro ed in modo particolare il famoso "Cuneo Fiscale".
Andando ad analizzare nel dettaglio i dati. Dal punto di vista della crescita si passa da .-1,8% del 2013 al -1,9% di quest'anno fino al +1.2% del prossimo anno. Stime che deprimono gli investitori nell'anno in corso ma che in prospettiva danno fiducia ai mercati.
Stessa cosa per la disoccupazione che aumenterà dello 0,4% passando al 12,6%. Solo il prossimo anno si stima una timida ripresa dell'occupazione ed il tasso scenderà a 12,4%. In sintesi però rispetto allo scorso anno la disoccupazione aumenterà.
Unico dato positivo riguarda il rapporto deficit/Pil che passa a 2,5% rispetto al 2,8% dello scorso anno. Si tratta solamente però di un effetto spread in quanto, ad oggi, l'Italia non ha posto in essere riforme strutturali sufficienti per poter ridurre il debito e stimolare la crescita. Per il prossimo anno tale rapporto, si stima, sarà al 2,2%.
Insomma, per il governo Renzi, ci sarà molto da lavorare per smentire le stime della Commissione Europea.