Lo spread accoglie positivamente l'imminente formazione del governo Renzi. Sono questi gli esiti della giornata odierna che ha visto il differenziale tra Btp e Bund toccare dei valori decisamente bassi che non si verificavano da circa 8 anni, più precisamente dal 2006. Nonostante la formazione del governo si stia rivelando più lenta del previsto lo spread trae ugualmente beneficio segno evidente che gli operatori del settore hanno fiducia nel nuovo esecutivo che entrerà in carica fra pochi giorni.
Alla chiusura di venerdì scorso il valore dello spread segnava 200 punti che sono diventati 191 nella giornata odierna di lunedì 17 Febbraio facendo quindi segnare un incoraggiante riduzione del 4,5%.
In netto miglioramento anche il tasso sul Decennale del Tesoro che scende al 3,6%, un dato che non si presentava ormai dal 24 Gennaio del 2006. Tutti questi aspetti positivi legati allo spread sono anche stati possibili grazie alle migliori condizioni, verificatesi nella giornata di Venerdì, che Moody's ha registrato sull'outlook sul rating sovrano.
Valori decisamente buoni dunque se si pensa come lo spread abbia anche superato la soglia dei 500 punti nell'estate del 2012 dopo la quale ha iniziato una lenta ma costante discesa che sta continuando ancora al giorno d'oggi. Oltre allo spread anche le Borse hanno accolto positivamente l'approssimarsi del governo Renzi anche se l'inizio della giornata odierna si è rivelato decisamente prudente con un incremento mediamente inferiore allo 0,10%.