Come senz'altro saprete, uno dei provvedimenti del Def del Governo Renzi è stato, senza dubbio, l'ormai famoso contributo di solidarietà, che intende colpire tutti coloro che stanno beneficiando di pensioni un pò più 'sostanziose', tanto per intenderci tutti coloro che percepiscono assegni pensionistici superiori ai 90.000 euro all'anno.
Contributo solidarietà, uno dei punti inclusi nel Def
Cominciamo col dire che tale contributo di solidarietà non è solo frutto di chiacchiere e di ipotesi 'pout parler' ma che rappresenta uno dei punti inclusi nel Documento di Economia e Finanza presentato dal Governo di Matteo Renzi all'esame dell'Unione Europea. Ecco cosa dice il Def:
"In materia previdenziale, è stato istituito un contributo di solidarietà sulle pensioni superiori a 90.000 euro, crescente all’aumentare degli importi percepiti. I fondi derivanti dal contributo restano, al contrario di quanto avvenuto nel passato, all’interno del sistema previdenziale, andando a finanziare anche interventi per gli esodati. (Documento di Economia e Finanza 2014, Sez. III Programma Nazionale di Riforma)".
Ricordiamo che l'Unione Europea si aspetta che l'Italia mantenga le direttive finanziarie esposte nel Def e che vengano rispettate.
Contributo solidarietà, presente nel Def ma...
Dunque, nel Def il contributo di solidarietà è previsto, eccome. C'è solo un piccolo particolare: nell’ultimo assegno previdenziale che l'Inps ha erogato nello scorso mese di aprile, i pensionati che percepiscono oltre 90mila euro annui, si sono ritrovati ad incassare lo stesso importo di marzo, non un euro di più, non un euro di meno.
Dunque, niente trattenuta. Per la serie: il Governo Renzi introduce il contributo di solidarietà e l'Inps non ne tiene conto. Che sia in atto un tentativo di ribellione alla strategia dell'esecutivo?
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