In questi ultimi tempi ascoltiamo nei vari telegiornali e nelle trasmissioni di approfondimento che ormai il peggio è passato e che si sono dei timidi segnali di ripresa economica. Questo potrebbe essere vero; ma l'unica cosa certa è che negli ultimi 5 anni l'Italia ha perso 75500 imprese artigiane delle quali circa 20000 solo nel nord est.

La situazione appare drammatica e si spera che possa migliorare in breve tempo. La Cgia di Mestre ha evidenziato che l'artigianato è stato il settore che ha subito di più la recessione. I comparti che ne hanno risentito maggiormente sono stati quello delle costruzioni, manifatturiero (tessile, abbigliamento e calzature) e quello dei trasporti.

Dati negativi che fanno preoccupare gli esperti del settore i quali vedono nella drastica riduzione dei consumi delle famiglie e il forte aumento delle tasse, le cause principali di questa triste situazione.

''Drastica riduzione dei consumi, restrizione del credito, un ingente aumento delle tasse e del peso della burocrazia: sono queste le principali cause che hanno costretto moltissimi artigiani a chiudere le proprie piccole e medie imprese. Dato che gli stessi artigiani non hanno potuto contare sugli ammortizzatori sociali, dopo la chiusura delle loro imprese, non hanno trovato nessun altro impiego e sono diventati disoccupati. Avranno certamente difficoltà a rientrare nel mondo del lavoro, considerando anche l'età avanzata degli stessi'', questo è quanto dichiarato dal segretario della Cgia di Mestre Giuseppe Bortolussi.