Il ministro dell'economia ha fatto gli onori di casa nel suo bellissimo studio in una magione del palazzo di via XX settembre a Roma, ed ha confermato le parole del premier Renzi: "non ci saranno tagli alle Pensioni".

Le coperture per gli 80 euro e perché non ai pensionati

Il ministro sembra sicuro e preparato alla richiesta del giornalista che parte subito dalla questione delle coperture. La riforma fiscale che interessa i lavoratori dipendenti è andata in porto, ed è presente nel Def insieme alle coperture necessarie, e questa è la base della credibilità che il provvedimento ha, agli occhi degli investitori, in quanto sono previsti dei tagli alla spesa pubblica per giustificare il provvedimento.

Il ministro spiega che le coperture arriveranno da una serie di sorgenti che loro hanno individuato in primo luogo nei ministeri, ed in secondo luogo negli enti locali. Quindi gli 80 euro sono frutto di una oculata spending review ed un programma di riduzione della spesa, coperto poi dalle riforme approvate dal Governo Letta che impongono il blocco della spesa con una specie di Italian Clif.

Le pensioni avranno anche loro le 80 euro in futuro?

Alla domanda sul perché siano stati scelti i lavoratori dipendenti e non gli indigenti tra cui anche i pensionati più poveri, il ministro da una risposta più distaccata. "...la scelta è politica" il fattore elettorale potrebbe essere una causa ma il ministro essendo un tecnico schiva la questione e parla apertamente di una inversione di rotta della politica dell'esecutivo.

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Aggiunge anche che in Italia si pagano molte tasse e c'è una sperequazione a cui il provvedimento degli 80 euro cerca di porre rimedio.

Il campo di azione del governo è vasto e l'auspicio è replicarsi in benefici diretti anche ad indigenti e pensionati. Questo si evince da quanto l'economista Padoan spiega in una battuta: le coperture saranno frutto di un lavoro di squadra tra governo centrale ed enti locali, che porteranno poi ai benefici per i cittadini. Ed il metodo adoperato, cioè richiedere un contributo a ciascun ministero come a ciascuna regione come anche alla Rai devono scaturire da una riduzione della spesa e non da un aumento delle tasse, ciò porterà ad una riforma strutturale. In questa ottica il rapporto tra deficit e pil sarà sotto controllo e cambiando le regole di stima della ricchezza per l'anno prossimo di ricaverà un ulteriore margine di manovra.

In questa ultima battuta risiede la notizia. Padoan non solo smentisce i tagli alla previdenza sociale ma annuncia che il suo governo sa che per l'anno prossimo troverà una situazione economica favorevole, con debito pubblico in diminuzione e regole UE migliori e quindi una reale opportunità per i pensionati e gli indigenti. Riattivare l'economia attraverso sgravi fiscali, è questa la soluzione che il governo Renzi sta proponendo al nostro Paese, ora la palla passerà a ministeri e regioni vedremo lì se taglieranno sprechi o aumenteranno le tasse.