Meno vino, ma migliore: mancano ancora alcuni mesi alla vendemmia 2014 e già iniziano le previsioni su come andrà il raccolto delle uve. In anteprima i dati previsionali della vendemmia in Veneto, che indicano una vendemmia "anticipata, sana e in calo".

In particolare il Veneto annuncia che la vendemmia 2014 sarà anticipata di almeno una settimana rispetto all'anno scorso, in quanto il clima mite dell'inverno e di inizio primavera hanno fatto germogliare la vite circa 15-20 giorni prima. Per alcune tipologie di uve si inizierà a raccogliere, quindi, già a ferragosto.

La produzione avrà probabilmente un calo generalizzato mediamente tra il 5% e il 10%, con punte del 20% per alcuni tipi di uve, come la Corvina. Il calo di quantità dovrebbe essere compensato da un'ottima qualità, superiore a quella degli anni passati.

I dati di area sulle previsioni della vendemmia non offrono possibilità di ampie generalizzazioni, in quanto il risultato è dovuto a caratteristiche ambientali e climatiche proprie di ciascuna zona. E' possibile, comunque, uno sguardo a quelle zone fuori Italia in cui la vendemmia si è già conclusa, come nell'emisfero meridionale che comprende Sud Africa, Argentina, Cile, Australia e Nuova Zelanda. In queste zone si è avuta una vendemmia caratterizzata dalla pioggia, con cali quantitativi e vini dal grado alcolico più contenuto.

Anche qui, a livello qualitativo, la vendemia potrebbe superare i già eccellenti risultati dello scorso anno.

Nel 2013 in Italia si era registrata una vendemmia da record: con 48 milioni di ettolitri di vino il nostro paese aveva superato tutti gli altri produttori europei tra cui la Francia (44,5 milioni di ettolitri) e Spagna (46 milioni).

Sul buon andamento produttivo aveva influito , secondo l'Assoenologi, "un andamento climatico e meteorico inusuale ma favorevole alla vite". A trainare la nostra produzione erano state Puglia e Sicilia, rispettivamente con 6.980.000 e 6.760.000 ettolitri prodotti. Il vino italiano è il più venduto al mondo, e sta diventando sempre più un prodotto forte del nostro export.

Mentre i consumi interni continuano a calare, infatti, sono cresciute le vendite all'estero, e lo facciamo pagare di più: nei primi sei mesi del 2013 il prezzo al litro nelle vendite all'ingrosso all'estero è aumentato del 12%, pari a 2,38 euro al litro.

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