Di ritorno dalla pausa estiva, in quale stagione si appresta ad entrare l'economia italiana? Secondo i più ottimisti siamo alle porte di una "primavera", secondo i più scettici invece sarà ancora "inverno" o un mite "autunno" e comunque non breve! Insomma a dispetto di quanto si dice le mezze stagioni esistono, almeno in economia e viaggiano in direzione opposta nonostante i numeri forniti dall'ISTAT in Italia sul Pil, i dati sui primi sei mesi dell'anno infatti hanno attestato una crescita del prodotto interno lordo dello 0,3% nel primo trimestre, confermata anche se in lieve flessione dallo 0,2% del secondo trimestre.

L'ottimismo solo di Renzi

Un doppio segno positivo dunque che arriva dopo sette trimestri negativi e che viene diversamente interpretato dalle varie parti.

Per Matteo Renzi lo stato di salute dell'Italia è buono, il Paese ha svoltato anche se c'è ancora molto da fare, si respira insomma un clima di ripartenza dopo anni di segno negativo e si torna a crescere. Un ottimismo quello del premier che viene raffreddato dal presidente di Confindustria Squinzi, secondo il quale non ci troviamo dinanzi ad una vera e propria ripresa. Renzi è stato addirittura gelato da Moody's, l'agenzia americana infatti sostiene che se nel 2015 le previsioni di crescita fatte dal Governo saranno più o meno rispettate, attestandosi a meno dell'1%, nel 2016 non ci sarà da aspettarsi nulla di straordinario. A parziale relativo conforto però, sempre secondo Moody's, a crescere meno del previsto sarà l'intera Eurozona, come dire mal comune mezzo gaudio. 

Vera ripresa solo tornando al 2008

Di ritorno dalla pausa estiva dunque che stagione economica avremo? Possiamo dirci fuori dalla recessione oppure ancora in piena crisi? Quindi come dobbiamo guardare i fatti economici del paese, con ottimismo o con colori meno rosei? Se la crescita, di cui tanto si parla, è qualcosa di sostanzioso e destinato a durare oppure sarà solo un'amara chimera? Insomma possiamo definire finita oppure no la crisi che ci portiamo addosso almeno dal 2008? Certo l'evidenza è che essere fuori dalla crisi vuol dire avere un Pil e un reddito prodotto che ritorni ai livelli di quelli del 2008 e questo attualmente appare come un lontano miraggio.

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