A tanti che lavorano nel settore privato piacerebbe lavorare di meno per dedicarsi alla propria famiglia, ai propri hobby, alle proprie passioni. Soprattutto per chi ha lavorato per tanti anni, sacrificando tempo ai propri interessi e affetti familiari. E in virtù del fatto che l'età pensionabile è stata sempre più allungata. Passare da un contratto a tempo indeterminato a un contratto part-time avrebbe ovviamente delle ripercussioni economiche sulla propria busta paga, come ''prezzo da pagare'' per il minor tempo passato al lavoro. Il Ministro del lavoro Giuliano Polettiha infatti deciso diintrodurre il cosiddetto "contratto a tempo parziale agevolato", firmando ieri 13 aprile l'apposito decreto.

Col quale si vuole introdurre la possibilità di passare a un part-time al 60% o al 50% per i lavoratori prossimi alla pensione. La Fondazione Studi Consulenti del Lavoro ha realizzato uno studio per delineare l'impatto che il passaggio a un contratto part-time avrebbe sulla busta paga. Vediamo i risultati.

Come funziona il part-time agevolato

Ecco le varie ipotesi: passando a un part-time del sessanta percento, uno stipendio annuo lordo di 25mila euro diventerebbe di 15.208 euro (vale a dire 1.169 euro al mese). Tale importo deriverebbe dai 12.827 euro "tagliati" in base al nuovo orario, più 2.381 euro di contributo da parte del datore di lavoro. All'azienda tale passaggio costerebbe 22.839 euro, mentre allo Stato 3.300 euro di contributi cosiddetti figurativi.

Si stima che le richieste per lo Stato potrebbero ammontare a 36mila unità.

Prendiamo un secondo caso: uno stipendio lordo di 25mila euro passato a un part-time al 50%. Lo stipendio annuo netto diventerebbe di 14.200 euro, mentre il carico per l'azienda salirebbe a circa 3mila euro. In questo caso il costo del lavoratore per l'azienda arriverebbe a circa 20mila euro, mentre lo Stato si accollerebbe 4.125 euro di contributi figurativi.

Ancora, sempre parlando di una riduzione part-time al 50%, uno stipendio lordo di 35mila euro diverrebbe di 18.562 euro (ossia 1.427 euro su tredici mesi), mentre per uno stipendio di diecimila euro lordi annui in più, ovvero 45mila euro, si arriverebbe a uno stipendio netto di 22.780 euro annui.

Obiettivi del part-time agevolato e critiche

Tale operazione è pensata per quanti sono agli ultimi anni di lavoro. Una mossa per ridurre l'orario di lavoro di chi è prossimo alla pensione e favorire l'ingresso di nuovi assunti. Insomma, la regola del ''lavorare di meno, lavorare tutti''. Già applicata ad esempio in alcuni paesi europei da tempo.I sindacati sono scettici, ritenendo che non risolve il problema della flessibilità, mentre per molti addetti ai lavori si tratta di una grossa rinuncia per il lavoratore e un costo eccessivo per le aziende.