Qualche settimana fa si era diffusa una notizia relativa allo stanziamento di 25mila euro, da parte dell'Unione Europea, per aiutare le giovani coppie in procinto di sposarsi. In realtà si trattava di una bufala, mentre è ufficiale che l'Inps mette a disposizione un bonus Matrimonio per i promessi sposi che hanno determinati requisiti. Infatti, non tutti i fidanzati pronti ad effettuare il "grande passo" potranno accedere a questo sussidio, ma solo coloro che rispondono alle caratteristiche richieste dall'istituto previdenziale.

Bonus matrimonio 2016: ecco le categorie che possono accedervi

Per poter ottenere un sostegno economico dall'Inps in vista del matrimonio, è necessario che i futuri sposi abbiano intenzione di contrarre matrimonio civile o concordatario, dunque non bisogna soltanto limitarsi alle nozze religiose.

Inoltre, i futuri coniugi devono essere in possesso di un contratto di lavoro valido da almeno una settimana. Le categorie che possono usufruire del bonus matrimonio sono, in particolare, gli operai, i lavoratori a domicilio, gli apprendisti e i marittimi di bassa forza che siano dipendenti di aziende industriali, artigiane o di cooperative. Inoltre, esso spetta a coloro i quali non sono in servizio per cause di forza maggiore, ad esempio per malattia. Anche i disoccupati in procinto di dire "Sì" possono presentare richiesta, purché per almeno 15 dei 90 giorni antecedenti la data del matrimonio abbiano lavorato in uno dei settori citati in precedenza. 

Bisogna sottolineare che il bonus matrimonio non è cumulabile con altre indennità quali quelle legate alla malattia e alla maternità, e nemmeno alla cassa integrazione ordinaria e straordinaria.

I migliori video del giorno

Invece, può risultare cumulabile con l'indennità Inail, a patto che ci sia una differenza pari tra indennità e retribuzione.

Questa nuova misura introdotta dall'Inps ha una durata e una percentuale differente a seconda della categoria alla quale si appartiene. Ad esempio, agli operai e agli apprendisti spettano 7 giorni di retribuzione, mentre ai lavoratori a domicilio viene riconosciuto il versamento di una settimana di guadagno medio quotidiano. I marittimi ottengono 8 giornate di salario medio giornaliero, mentre per quanto riguarda i part-time verticali si calcolano i giorni lavorativi previsti dal contratto. Per tutti i settori, il pagamento si basa su una riduzione delle somme del 5,54% e viene effettuato dal datore di lavoro o dall'Inps per i disoccupati.

Come si richiede il bonus matrimonio?

I futuri sposi che rientrano nelle categorie che hanno diritto al sussidio devono presentare domanda al datore di lavoro, mentre i disoccupati devono rivolgersi direttamente all'istituto previdenziale.

L'istanza deve essere avanzata entro il termine massimo di 60 giorni dalla celebrazione delle nozze, invece per i disoccupati i tempi si dilatano fino ad un anno dalla celebrazione del matrimonio. Tra i documenti da presentare, i dipendenti devono includere il certificato di matrimonio, lo stato di famiglia o, in alternativa, un'autocertificazione che attesti la celebrazione delle nozze ed i relativi estremi.

I disoccupati devono provvedere ad allegare alla domanda una dichiarazione sostitutiva, in base alla quale emerga che si era senza lavoro nel giorno del matrimonio e che comprovi, allo stesso tempo, di aver avuto un impiego per almeno 15 giorni su un totale di 90 prima dei fiori d'arancio. Infine, va aggiunta una copia dell'ultima busta paga.