Il Banco Popolare, che sabato scorso ha incassato il via libera definitivo alla fusione con BPM, ha ceduto 618 milioni di crediti in sofferenza (in gergo NPL dall'acronimo inglese Non Performing Loans) a Hoist Finance, società quotata al Nasdaq di Stoccolma con un'operazione che, stando al comunicato stampa, non dovrebbe avere impatti sul conto economico. Si tratta un segnale positivo per il mercato NPL, che tuttavia secondo Alessandro Penati, presidente di Quaestio Sgr, non ha ancora trovato la dimensione e la struttura adeguata. 

Penati sul mercato NPL

Il professor Penati è intervenuto ad un convegno tenutosi presso l'università cattolica di Milano lo scorso venerdì e ha dichiarato che, per consentire al sistema bancario di ridurre il proprio stock di crediti problematici, è fondamentale la creazione di un mercato efficiente e che proprio l'operazione in corso su Montepaschi, potrebbe fornire la massa critica per farlo decollare. Il fondo Atlante, amministrato da Queaestio Sgr, è attualmente al lavoro per costruire una articolata operazione di cessione delle sofferenze di Montepaschi a un veicolo di cartolarizzazione abbinato ad un aumento di capitale per rafforzare il patrimonio dell'istituto.

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Nessun rischio collegato al Referendum

Il presidente di Quaestio ha voluto anche replicare all'affermazione di Moody's, sui rischi connessi al referendum. L'agenzia di Rating aveva infatti dichiarato che in caso di vittoria del No ci potrebbero essere problemi di liquidità per i quattro istituti bancari italiani al momento più fragili: Carige, Montepaschi, Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza. Secondo Penati, il piano di liquidità delle due banche venete sarebbe in sicurezza, come confermato anche dalle dichiarazioni più recenti dei presidenti Gianni Mion (BPVI) e Beniamino Anselmi (Veneto Banca).

Quanto a Montepaschi, il versante dei crediti sarebbe pronto e in attesa di via libera dagli istituti che stano predisponendo l'aumento di capitale (MedioBanca e JP Morgan). Le banche italiane stanno attraversando un momento di forti cambiamenti (fusione BP-BP, acquisizione delle goodbank da parte di UBI, etc) e la riduzione dei crediti problematici costituisce un presupposto fondamentale per qualsiasi attività di risanamento e di aggregazione. Non è esagerato dire che dallo sviluppo di un mercato NPL efficiente, dipendono il rilancio di tutto il sistema bancario.