Dopo avervi parlato del maxi-condono di Equitalia e dei tributi che rientrano nell’ambito di applicazione delle sanatoria, all’ultimo minuto il governo ha manifestato l’intenzione di far rientrare nella sanatoria anche le multe e i tributi locali collegati alle cartelle di pagamento di Equitalia. In attesa dell’OK delle Regioni, dei Comuni e delle Province che hanno emesso i ruoli cominciamo ad illustrare come aderire alla nuova sanatoria delle multe.

Ricordiamo che il ministro dell’economia Padon aveva precisato già qualche giorno fà che la rottamazione non avrebbe interessato tutte le cartelle, ma solo quelle aventi ad oggetto determinati tributi come l’IPERF, le pendenze contributive INPS e INAIL. Benché dunque resteranno esclusi l’IVA, i crediti da danno erariale, le sanzioni pecuniarie e le ammende derivanti da sentenze penali di condanna, un ripensamento c’è stato per le multe da violazione del C.d.S.

Con il risultato che chi aderisce alla sanatoria potrà vedersi cancellare gli interessi forfettari, e le sanzioni dalle cartelle di pagamento, non pagate che hanno ad oggetto importi inseriti in ruoli entro il 31dicembre 2015.

Rottamazione delle multe: ecco i dettagli

Si tratta quindi di un bello sconto che potrebbe valere anche per le multe, che tutte le volte in cui non vengono pagate fanno lievitare il debito in maniera considerevole: ciò perché la cartella di pagamento aumenta del 10% ogni 6 mesi.

Tale maggiorazione ritenuta legittima dalla magistratura assorbe comunque anche gli interessi eventualmente previsti.

La 1^ cosa che deve fare il contribuente che decide di aderire al condono, è verificare se il comune che gli ha irrogato la multa abbia e meno aderto alla sanatoria, posto che essa non è obbligatoria: magari collegandosi al sito internet dell’ente creditore. Tutti gli enti locali sono infatti tenuti a pubblicare la delibera di adesione alla procedura entro fine gennaio 2017.

Occorre poi verificare che si tratti di importi affidati ad Equitalia, iscritti a ruolo fino al 2015. 

Come aderire e dove pagare se si sceglie la sanatoria?

L’automobilista, anche qualora si sia già accordato una rateazione e sia in regola con i pagamenti, deve quindi presentare un’istanza non oltre 3 mesi dall’entrata in vigore del nuovo provvedimento contenuto nella Legge di Bilancio 2017. Occorre dunque compilare e inoltrare ad Equitalia un modello in cui sono indicate le modalità di pagamento che possono essere di 2 tipi: pagamento in unica soluzione o in 3 rate ogni 2 mesi.

Equitalia, a seguito dell’istanza, dopo circa 5 mesi dall’entrata in vigore della sanatoria, fa un calcolo dell’ammontare delle somme dovute dai contribuenti debitori per la definizione agevolata, comunicando quindi il mese e il giorno di scadenza dei ratei. L’ultima rata di pagamento deve essere versata massimo entro il 15.12.2017. Decadrà dalla sanatoria chi paga in ritardo una rata o addirittura la salta.

In tal caso riprendono a decorrere i termini di prescrizione per il recupero  di ciò che è iscritto a ruolo. Con il condono, ci sarà una sospensione da ipoteche, pignoramenti, fermi auto, non in corso di esecuzione e da ciò beneficeranno i richiedenti la stessa. Riguardo alle modalità di pagamento non cambia nulla e si potrà scegliere anche l’addebito sul conto corrente

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