Il Messaggero riporta che rcs Mediagroup rispetterà i tempi e rimborserà la rata da 25 milioni di euro che era in scadenza a fine anno precisando che si tratta della quota del debito rinegoziato lo scorso 27 maggio, prima che il gruppo editoriale venisse conquistato dall'Opas di Urbano cairo. Le banche coinvolte sono Intesa Sanpaolo, Ubi, Unicredit, Bnp Paribas, Bpm e Mediobanca.

A fine giugno scadrà un'altra rata, quella da 55 milioni che Rcs non dovrebbe avere problemi a rimborsare in quanto avrà messo in cassa i proventi dei diritti televisivi della prossima edizione del Giro d'Italia dal quale Urbano Cairo, presidente e amministratore delegato oltre che primo azionista di Rcs Mediagroup, intende monetizzare più del doppio delle precedenti edizioni.

La Rai, infatti, avrebbe offerto 8 milioni di euro, ma la richiesta di Cairo sarebbe stata di 20 milioni.

Il controllo di Rcs da parte dell'editore piemontese è il risultato dell'offerta pubblica di acquisto che nel 2016 a Piazza Affari ha visto la contesa all'ultima azione tra il presidente del Torino Football Club e la International Media Holding di Andrea Bonomi e dei soci storici della Rizzoli (Mediobanca, Pirelli, Unipolsai e Della Valle). Fatta la pace con gli avversari è partito il risanamento di Rcs che vede una maggiore attenzione ai costi, senza tagli al personale, e il lancio a gennaio di un nuovo settimanale da 100.000 copie di cui l'imprenditore alessandrino non ha ancora voluto fornire dettagli.

Il 2016 è stato un anno particolare per Urbano Cairo che a dicembre ha ricevuto il premio "Torinese dell'anno 2016" oltre ad essere premiato come Miglior impenditore dell'anno, infatti, è risultato il più votato in un sondaggio di "Milano Finanza". I mercati sono convinti che Cairo farà bene il proprio mestiere e si aspettano un rialzo delle quotazioni di Rcs del 52,7% con una crescita all'insegna del nervosismo con fluttuazioni che potrebbero portare le azioni a 1,25 euro per poi attaccare la resistenza di 1,75 euro.

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