Il 2017 sarà un anno all’insegna delle incognite e dei rischi. I consumatori, ancora lontani dal percepire fiducia e con il pensiero delle tasse, preferiscono risparmiare e l’economia non si muove o lo fa molto lentamente. Il dato emerge dai risultati presentati a Roma nelle sede di Confcommercio da Mariano Bella, direttore dell’ufficio studi confcommercio-Censis, sul clima di fiducia e aspettative di imprese e famiglie, andamento di prospettive economiche e consumi.

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Il nodo focale, secondo i risultati del report, sta tutto nella divisione che c’è tra reddito disponibile e fiducia, dicotomia che difficilmente contribuirà a consolidare un aumento dei consumi.

Più del 70% degli italiani chiede riduzione tasse

L’unica soluzione per uscire da questa fase di pericoloso stallo è quella di ridurre la pressione fiscale. Secondo un sondaggio di Confcommercio, oltre il 70% degli italiani ritiene le aliquote troppo alte e ne chiede la riduzione.

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Il concetto è stato spiegato dal presidente di Confcommercio Carlo Sangalli , intervenuto a margine della presentazione del report. "La fiducia delle famiglie continua a ridursi – ha detto Sangalli - se manca questo ingrediente sarà difficilissimo consolidare il profilo crescente dei consumi che sono il traino fondamentale degli investimenti". "Per costruire una crescita robusta – ha proseguito il presidente - non occorrono ricette straordinarie.

Secondo noi bisogna abbandonare la logica degli interventi spot e dei bonus, per intraprendere un percorso di riduzione generalizzata delle aliquote Irpef. Lo chiede a gran voce oltre il 70% delle famiglie italiane, che individuano nella riduzione delle tasse la priorità per questo Paese. Anche perché, diciamolo senza mezzi termini – ha chiosato Sangalli - finché si mantiene questo livello di pressione fiscale, è una illusione attendersi Pil e consumi in linea con gli altri paesi europei".

Lettera di chiarimenti a Ue un puntiglio

Carlo Sangalli ha espresso il proprio parere anche in merito alla lettera di chiarimenti sui conti pubblici italiani, richiesta dalla Commissione europea."La richiesta di correzione dei conti, sinceramente ci sembra più un puntiglio che una questione di sostanza. Restiamo convinti che oggi ci sia la necessità e bisogno di una Europa che risponda alle attese dei cittadini e delle imprese.

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Il che significa evitare qualsiasi incremento delle tasse".

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