Secondo i primi dati provvisori, riferiti al 2016, le famiglie che vivono in una situazione di difficoltà economica si aggira intorno all'11,9%. In pratica la situazione non è cambiata rispetto all'anno precedente. Lo fa sapere il Direttore per la produzione statistica dell'ISTAT, Monducci Roberto, davanti alla commissione Bilancio di Camera e Senato, nell'audizione sul Def.

La situazione non migliora rispetto all'anno precedente

I dati sostanzialmente sono simili a quelli del 2015 anche se notiamo un lieve miglioramento per quanto riguarda i giovani con meno di 18 anni "1 milione 250 mila, pari al 12,3%".

Tra i vari dati, Monducci spiega che gli anziani oltre i 65 anni crescono invece come numero di persone in difficoltà, passando dall'8,3% al 11%, così come chi vive all'interno di famiglie con persone alla ricerca di un posto di Lavoro, passando dal 32,1% al 35,8%. Questi dati confermano che serve un immediato intervento del Governo per far fronte a questa situazione che non intende migliorare. Per chi ha più di 35 anni risulta essere molto difficile trovare una occupazione. Anche il mercato del lavoro della fascia più giovane, tra i 25 e i 34 anni, non si trova in una situazione migliore. I dati rivelano che i disoccupati di questa soglia del 2015 per il 43,8% sono rimasti tali, il 35% è inattivo, mentre il rimanente 21,2% è riuscito ha trovare una occupazione.

Il 2,5% dei giovani hanno trovato lavoro grazie ai Centri pubblici per l'impiego, il 41,9% grazie all'aiuto di parenti e amici, il 18,9% attraverso la richiesta diretta al datore di lavoro, infine l'8% si è rivolto ad agenzie interinali o ad altre agenzie di intermediazione private.

Il Sud ha più poveri del Nord

Si conferma la differenza tra Nord e Sud, dove il divario è molto alto, infatti il numero di famiglie in difficoltà nel Sud è tre volte superiore rispetto a quelle del Nord Italia.

Il Direttore per la produzione statistica dell'Istat mette in luce che il governo ha sì avviato una serie di provvedimenti per contrastare la lotta alla povertà, ma è altrettanto vero che i risultati non ci sono stati dal momento che non si è osservato un miglioramento dello stato di povertà di molti italiani. Nonostante siano migliorate le condizione economiche delle famiglie, i dati riferiti all'anno precedente non indicano una riduzione dell'indicatore di deprivazione materiale.

Quindi anche se si registra una ripresa dell'economia, questa non aiuta a diminuire la povertà registrata.