In tempi di crisi economica ed occupazionale gli italiani si confermano un popolo di risparmiatori. Secondo, infatti, l'ultimo rapporto del Fitd, il Fondo interbancario di tutela dei depositi, che ha fotografato la situazione a giugno 2017, i depositi in conti correnti nazionali ammontavano, in valore assoluto, quasi a 580 miliardi di euro. Questo rappresenta un incremento di quasi il 5% rispetto alla stessa rilevazione effettuata un anno prima a giugno 2016.

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Nello stesso tempo, purtroppo, bisogna registrare un incremento delle truffe finanziarie a danno, sopratutto, dei piccoli risparmiatori. In particolare le truffe online sono quelle più frequenti in questo inizio di 2018. Vediamo, quindi, cosa fare praticamente per difenderci. Ma prima diamo uno sguardo alla crescita dei Conti correnti.

L'incremento dei depositi

L'analisi effettuata annualmente dal Fitd, come fa notare anche il Sole 24 Ore, fotografa la situazione solo in maniera parziale e per difetto.

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Infatti, il Fondo interbancario di tutela dei depositi prende in considerazione, esclusivamente, i dati dei primi 173 istituti di credito italiani. Ma, ad esempio, nel rapporto non vengono considerati i dati delle Banche di Credito Cooperativo (ricordiamo che queste hanno un proprio Confidi o Consorzio di Garanzia). Inoltre, i depositi presi in considerazione sono quelli tutelati, cioè quelli con giacenze fino a 100 mila euro.

D'altra parte, bisogna aggiungere per completezza di informazione che la nuove norme di Garanzia dei conti correnti obbligano gli Istituti di Credito ad accantonare, entro il 3 luglio 2024, lo 0,8% dei depositi tutelati. In pratica, in caso di dissesto o crisi bancaria si potrebbe contare al massimo su quasi 5 miliardi di euro ai valori attuali. Questo, nonostante dal 2015 gli impegni del Fondo di Garanzia dei depositi siano aumentati considerevolmente a causa dei vari dissesti come, ad esempio, quelli delle banche venete.

Oltre ai 5 miliardi di cui sopra, il Fitd è in grado di attivare un ulteriore garanzia per un importo massimo di quasi 3 miliardi di euro, ma è ovvio che bisogna attivarsi in prima persona per evitare truffe.

Come difendersi

Normalmente, lo scopo primario delle truffe finanziarie è quello di sottrarre dati sensibili e segreti che permettano di accedere alla liquidità depositata sul conto corrente.

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Queste di solito avvengono o materialmente attraverso la manomissione di POS o sportelli bancomat o, sempre più di frequente, online.

Queste tendono ad avere come vittima ideale le categorie più deboli o inesperte come, ad esempio, gli anziani. Per potersi difendere adeguatamente è necessario, innanzitutto, conoscerle. Una prima forma di truffa online è il cosiddetto Phishing. Attraverso e-mail o SMS i truffatori cercano di farsi rilasciare i dati bancari e le password sopratutto.

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Ricordiamo, infatti, che se anche fornissimo l'IBAN del nostro conto corrente, con solo questo dato non sarebbe possibile perpetrare alcuna truffa. Servono anche le password di accesso. Per questo, i truffatori cercano di inviare mail o messaggi che imitino il logo della nostra banca. Ma, ricordiamo, che le Banche non richiedono mai certi dati per email o SMS.

Un'altra truffa molto comune è la clonazione delle carte di credito o dei bancomat attraverso il, cosiddetto, Carding matematico. L'obiettivo è avere una carta in tutto uguale a quella della vittima, inclusi i suoi dati. Infine, viene praticato lo sniffing che è una pratica molto insidiosa e subdola. Infatti, lo scopo è sempre la sottrazione dei dati della vittima ma attraverso mezzi apparentemente legali. Per evitare truffe occorre tenere regolarmente sotto controllo l'estratto conto e tutte le movimentazioni dello stesso.

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