Nell’annunciare a inizio aprile la nuova ondata di sanzioni economiche introdotte dagli Stati Uniti nei confronti di persone e aziende vicine al Cremlino, il Dipartimento del Tesoro USA ha fatto menzione al traffico di armi, alla criminalità organizzata e al contrabbando di denaro. I nuovi provvedimenti avrebbero lo scopo di combattere entità corrotte che destabilizzerebbero la politica e l'economia in favore di una piccola élite russa.

Nei giorni immediatamente successivi all’introduzione delle sanzioni americane, i cinquanta oligarchi russi più ricchi del Paese hanno perso circa 12 miliardi di dollari.

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Secondo la rivista ‘Forbes’, il più colpito è stato il magnate Vladimir Potanin, che con le sue società è il più grande produttore di nickel a livello globale, e che ha visto il suo patrimonio assottigliarsi di 1.5 miliardi di dollari.

Il Primo Ministro Medvedev ha già annunciato il varo delle nuove ‘giurisdizioni offshore’

Gli oligarchi russi avrebbero però a disposizione una via d’uscita per rimpolpare i loro portafogli, grazie alla creazione da parte del Cremlino di giurisdizioni russe con norme fiscali speciali, molto simili a quelle dei paradisi offshore.

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Secondo quanto riportato dal quotidiano economico russo ‘Vedomosti’, Il varo delle norme fiscali pro oligarchi è già stato annunciato dal Primo ministro Dmitrij Anatol'evič Medvedev nel corso di una riunione con i viceministri. La legislazione “riguarda i settori metallurgico, energetico e il complesso del commercio dei prodotti che coinvolgono l'industria della difesa.”

Il progetto di creazione delle zone offshore, sarebbe stato da tempo oggetto di discussione da parte del governo russo, ma le ultime sanzioni americane avrebbero accelerato l’iter del progetto.

Una delle zone scelte viene indicata nell’isola di Oktyabrsky, che ha un’estensione di circa 10 chilometri quadrati e si trova sul fiume Pregolya nel territorio di Kaliningrad, un'exclave russa sulla costa baltica tra la Lituania e la Polonia.

Le nuove norme fiscali speciali consentiranno di far tornare capitali in Russia facilmente e senza tasse

Funzionari del Cremlino hanno confermano al quotidiano Vedomosti che le giurisdizioni speciali consentiranno ai soggetti interessati di far tornare capitali in Russia facilmente e senza tasse.

Le strutture straniere, incluse le entità offshore, potranno essere trasferite in Russia e mantenere la loro forma legale. Un rappresentante del Ministero dello Sviluppo Economico russo ha inoltre confermato che le società saranno in grado di trasferire capitale nel Paese senza pagare tasse sui redditi esteri e che i soggetti residenti nelle giurisdizioni con norme fiscali speciali potranno ottenere lo status di società commerciali internazionali.

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