Il nuovo Governo non si è ancora formato, ma gli oneri che si troverà ad affrontare appena insediato cominciano già a destare preoccupazione. Nel corso delle ultime settimane si sono infatti moltiplicati i fronti più urgenti di intervento, che si accumulano inesorabilmente in vista della formazione dell'esecutivo. L'ultimo allarme in ordine di tempo arriva dalla Cgia di Mestre, che si mette a fare i conti in tasca al prossimo Premier.

Al quale ricorda che solo per evitare l'aumento dell'Iva e mantenere in essere la stabilità dei conti pubblici servirà trovare oltre 15 miliardi di euro.

Ecco perché si annuncia una Manovra da oltre 18 miliardi di euro

D'altra parte, la stessa CGIA non esita ad entrare nei dettagli delle proprie stime, spiegando che tra i 18,5 miliardi di euro da reperire ne dovranno essere destinati 12,4 miliardi solo per la sterilizzazione delle clausole di aumento dell'IVA.

Ulteriori 3,5 miliardi saranno invece destinati a pareggiare il bilancio (così come previsto nel c.d. six-pack), mentre altri 2,6 miliardi sono da indirizzare alla copertura di spese non differibili.

Le risorse da trovare ed i dubbi sulle promesse avanzate durante la campagna elettorale

Preso atto del quadro appena delineato, un ulteriore problema da affrontare resta la compatibilità tra la necessità di una nuova Manovra correttiva e le promesse di riforma del sistema fiscale, di welfare e di previdenza avanzate durante la campagna elettorale.

La CGIA ricorda che tra i temi caldi si è parlato di flat tax, di cancellazione o modifica della legge Fornero e di reddito di cittadinanza. Tutte misure che possono arrivare a pesare per decine di miliardi. Non a caso, il coordinatore dell'Ufficio studi Paolo Zabeo evidenzia la straordinarietà della situazione, spiegando che in questo frangente "sarà interessante capire come, in pochi mesi, chi ci governerà recupererà oltre un punto di Pil”.

I prossimi capitoli di spesa per il 2019

Se il quadro di problematiche appena esposto deve trovare una soluzione entro la chiusura dell'anno in corso, bisogna poi considerare che ulteriori sfide attendono il 2019. Entro la fine dell'anno in corso sarà infatti necessario reperire i fondi necessari a garantire il rinnovo del contratto dei lavoratori pubblici, per circa 2 miliardi di euro. A questi si aggiungono poi i circa 140 milioni di euro da utilizzare per impedire l'aumento automatico delle accise sui carburanti, anch'esse destinate a decollare a partire dall'inizio del prossimo anno.

Tutte sfide alle quali è necessario far fronte con un livello di crescita piuttosto stagnante, se confrontato con quello degli altri Paesi Europei. Le ultime previsioni in arrivo dai tecnici europei confermano un'andamento dell'economia positivamente moderato, tanto che il nostro sarà il Paese caratterizzato dalla crescita economica più limitata. Una congiuntura che, salvo cambiamenti repentini, continuerà a trascinare in avanti i problemi che ci affliggono ormai da molti decenni.

Fondamentale rilanciare gli investimenti

In conclusione, secondo la CGIA per cercare di invertire la rotta è fondamentale rilanciare gli investimenti, considerando la forte contrazione che quest'ultimi hanno registrato nell'ultimo decennio. I tecnici di Mestre suggeriscono di scavalcare i vincoli di bilancio europei facendo ricorso alla golden rule, ovvero ad un meccanismo ancora inutilizzato che dovrebbe consentire il finanziamento in disavanzo degli investimenti pubblici.

Un'ipotesi che però l'Italia non è ancora riuscita a proporre in modo convincente in sede europea.

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