Forse inaspettatamente, ma l'indice generale dei prezzi nel mese di maggio 2018 ha subito un deciso e significativo aumento. In rapporto al solo dato di aprile, che già aveva fatto registrare un incremento di circa lo 0,5%, a maggio l'indice generale dei prezzi è più che raddoppiato attestandosi all'1,1%. Sono i dati ufficiali, resi noti dall'Istat, che solo un paio di giorni fa aveva reso pubblici analoghi dati sul livello di occupazione in Italia [VIDEO]. L' Istituto Nazionale di Statistica, come suo solito, ha disaggregato i dati raccolti ed evidenziato le diverse categorie merceologiche che hanno contribuito a questa improvvisa impennata dei prezzi.

Le categorie colpevoli dell'incremento

Specificando che si tratta dell'incremento mensile più elevato mai registrato dallo scorso mese di settembre 2017, l'Istat nota come ad influire pesantemente sull'incremento dei prezzi siano stati, principalmente, i beni del settore alimentare e dei carburanti da autotrazione, come benzina e gasolio. Nello specifico, complici anche degli effetti stagionali, i prezzi di frutta e verdura, in particolare di quella fresca, hanno subito un incremento di ben l'11,2% su base mensile, cioè rispetto solo ad aprile 2018. Questo, comunque, significa un incremento, su base annua, solo per questa categoria merceologica di ben l'8,1% livello più alto mai registrato da circa un anno. A livello generale il carrello della spesa costa l'1,9% in più.

Ma anche la benzina e il gasolio hanno registrato aumenti record da un anno a questa parte. Infatti il gasolio, come evidenzia Il Sole 24 Ore, ha subito un incremento di quasi il 3% su base mensile, che diventa oltre il 7% su base annua. Mentre la benzina rispetto ad aprile è cresciuta di circa il 2,4%. Mentre su base annua l'incremento è stato di circa il 5,2%. Occorre tenere presente, comunque, che sui prezzi dei carburanti hanno influito anche le politiche di restrizione dell'offerta attuate negli ultimi mesi dall'Opec [VIDEO] e che da questo mese di giugno 2018 dovrebbero essere interrotte a favore di una ripresa della produzione. Bisogna poi precisare che la cosiddetta inflazione core, cioè quella depurata dei costi energetici ed alimentare, è anche aumentata, salendo dello 0,8%.

Le prospettive future

L'impennata dei prezzi registrata in Italia nel mese di maggio conferma una tendenza radicatasi, in questo ultimo periodo, in tutta l'Unione Europea. Infatti, a livello continentale, l'inflazione è passata dall'1,2% di aprile all'1,9% del mese di maggio appena terminato. Questo dato, inoltre, è prossimo all'obiettivo tendenziale posto nello statuto della BCE, cioè il 2%. Di conseguenza, come fa notare Repubblica.it, viene tenuto sotto stretta osservazione dall'Eurotower. Anche perché potrebbe voler dire la fine anticipata degli stimoli monetari straordinari del Quantitative Easing.