Durante la campagna elettorale il Movimento 5 Stelle aveva promesso l'ormai celebre reddito di cittadinanza da attribuire ad alcune fasce della popolazione in attesa di un lavoro stabile. Da quando il Governo è finalmente sceso in campo, molti si sono chiesti se questa promessa elettorale diventerà effettiva oppure cadrà nel vuoto. Vediamo come si sono espresse le nuove cariche del governo formato dall'intesa Lega e Movimento 5 Stelle ufficializzato oggi.

Il reddito di cittadinanza sarà reale?

Sinceramente è ancora molto presto per dire con esattezza come il nuovo governo si muoverà in merito all'ormai famoso e desiderato reddito di cittadinanza; fatto sta che Luigi di Maio ha sottolineato che si metterà all'opera per quanto riguarda i disoccupati e gli imprenditori, ma per il momento dichiara che sul reddito di cittadinanza preferisce non sbilanciarsi.

Questa cautela ovviamente è da attribuire essenzialmente al fatto che prima di introdurre questa misura, è necessario dedicarsi prima ai centri per l'impiego. Ci sarà ancora attesa, dunque, in merito a questo punto fondamentale del programma del suo Movimento.

Reddito di cittadinanza, l'opinione di Tria

Il nuovo ministro dell'Economia Giovanni Tria, eletto a tale carica dopo l'ipotesi Savona, già in precedenza si era dimostrato abbastanza tiepido riguardo a questo provvedimento, perché secondo le sue parole si potrebbe andare incontro alla "configurazione di una società in cui una parte produce e l'altra consuma".

D'altro canto però non crede sia in contrasto con l'idea di crescita del Paese. Anche se queste sono parole antecedenti alla nomina a ministro dell'Economia, si evince come il tanto decantato reddito di cittadinanza sia stato trattato con attenzione e calibrato fin dal suo stato embrionale. E che sia ancora lì "sul tavolo" in attesa di essere misurato oppure scartato.

I numeri che servono

L'introduzione del reddito di cittadinanza e di una pensione di cittadinanza infatti costerà pressappoco diciassette miliardi di euro, con due miliardi per i centri per l'impiego che dovrebbero essere necessariamente rafforzati.

Da dove si possono prendere tutti questi soldi? Luigi Di Maio dice che i soldi sono disponibili, ma sottolinea anche il grosso buco dei conti pubblici di cui soffre l'Italia già da molto tempo: stiamo parlando di una somma che oscilla tra i 108 e i 125 miliardi di euro.

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