Il reddito di cittadinanza non sarà esteso anche agli stranieri residenti sul territorio, a meno che non abbiano maturato a pieno i requisiti per essere considerati italiani a tutti gli effetti. A chiarirlo ci ha pensato il vicepremier Di Maio, dopo una lunga giornata di fibrillazioni nella maggioranza seguite alle dichiarazioni di Tria sulla possibilità di dare 780 euro al mese [VIDEO] agli immigrati. Sembra così tramontare, nonostante le parole del ministro del Tesoro al Senato durante il "question time" parlamentare del 20 settembre, l'ipotesi di un aumento esponenziale della platea di beneficiari dell'assegno per disoccupati, precari e persone in situazioni di disagio economico “nel rispetto della Costituzione”.

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Di Maio: reddito di cittadinanza va solo agli italiani

Intervenendo a inizio giornata alla trasmissione Rai “Radio anch'io”, il leader del Movimento 5 Stelle ha chiarito la posizione del suo gruppo e della maggioranza (rassicurando in tal modo gli alleati, non certo entusiasti della proposta enunciata ieri dal titolare del MEF) sulle priorità dell'esecutivo in carica: in cima alla lista, come previsto, ci saranno gli “italiani in difficoltà” che evidentemente “non possono più aspettare”.

Secondo Luigi di Maio, oggi “con i flussi migratori irregolari” registrati in Italia sarebbe “impossibile non restringere la platea del reddito di cittadinanza [VIDEO]” e pertanto la vecchia proposta di legge che includeva gli stranieri residenti tra i destinatari della misura andava per forza di cose “corretta”, come in effetti è stato fatto proprio di recente.

Reddito e pensione di cittadinanza, Di Maio attacca

Quanto alle polemiche sul ruolo del “superministro” dell'Economia e delle Finanze, il capo politico del M5S ci tiene a precisare che “nessuno ha chiesto le dimissioni di Tria”, al quale piuttosto sarebbero stati chiesti maggiori sforzi per “trovare le risorse” necessarie all'attuazione dei punti cardine del programma incluso nel contratto del “governo del cambiamento”. Nelle stesse ore in cui uno dei due “pilastri” della maggioranza gialloverde fissa i paletti del provvedimento più atteso dalla base “pentastellata” e da milioni di italiani, il premier Giuseppe Conte e il ministro competente stanno discutendo di conti e misure finanziarie in vista del varo dell'attesissima legge di bilancio, in un vertice forse decisivo a Palazzo Chigi.