Tra le tante misure che gli italiani aspettano dalla prossima legge di Bilancio c’è sicuramente la pace fiscale, una nuova sanatoria rivolta a contribuenti indebitati con il fisco. Una misura che ha un duplice obbiettivo, cioè permettere allo Stato di incassare soldi altrimenti difficilmente recuperabili e consentire ai contribuenti in difficoltà di rimettere a posto i conti dal punto di vista fiscale. Secondo il Vice Premier Salvini, la pace fiscale permetterebbe a molti cittadini di tornare attivi, cioè di ritornare a vivere dopo anni passati a nascondersi perché in debito con il fisco.

Cittadini che non potevano lavorare, comprare casa o auto perché sulla loro testa pendeva il debito fiscale che non riescono a pagare. Come funzionerà la pace fiscale però è ancora un argomento vago, perché non esiste una bozza di un eventuale decreto su questa misura che se mai dovesse essere approvata, finirebbe probabilmente nel calderone della manovra finanziaria, cioè nel canonico decreto fiscale. Nonostante tutto Iniziano comunque a trapelare voci e indiscrezioni da fonti vicine al dossier della legge di Bilancio che permettono di fare le prime ipotesi circa il funzionamento di questa importante misura.

Questione di cifre da incassare

Non sarà un condono tombale e non sarà una misura che permetterà ai grandi evasori di farla franca, queste le parole che il leader della Lega, Salvini, tra i più fermi sponsor della misura, continua a ripetere sull’argomento.

Il primo tassello su cui lavora l’esecutivo è quello del tetto massimo di debiti estinguibili in maniera agevolata con questo nuovo strumento di sanatoria. Come spiega il quotidiano “Il sole 24 Ore”, l’indirizzo dei tecnici del governo che stanno lavorando alla misura sembra essere quello dei 500mila euro. In pratica potrebbero rientrare in questa agevolazione tutti i contribuenti che hanno debiti col fisco fino a 500mila euro. Rispetto alle voci che accompagnavano la misura inizialmente, la soglia è salita, perché la prima ipotesi parlava di apertura a soggetti indebitati fino a massimo 100mila euro. Questo aumento è dovuto soprattutto alla necessità di cassa del governo che deve recuperare dalla pace fiscale quanto più possibile degli 871 miliardi di euro di tasse e tributi non riscossi.

Di questa montagna di danaro che l’erario avanzerebbe dai contribuenti, secondo i dati, solo 50 miliardi potrebbero essere incassati. Di fatti la quasi totalità di questi debiti riguarda cittadini con cartelle di importo complessivo sotto i 100mila euro. I 50 miliardi incassabili però sono quasi tutti relativi a soggetti con debiti fiscali superiori a 500mila euro. Ecco perché il lavoro dell’esecutivo e soprattutto della Lega, spinge in salita questo limite, con alcune indiscrezioni che confermano l’idea di salire ancora fino ad un milione di euro.

Di quanto si ridurrebbero i debiti

Il sito “Quifinanza.it”, richiamando quanto riportato sul Sole 24 Ore, spiega nel dettaglio come potrebbe funzionare la misura e che genere di agevolazione verrebbe concessa ai contribuenti.

Anche se non sono ancora chiari i dettagli della pace fiscale, l’ipotesi più probabile è quella che prevede una netta riduzione di quanto dovuto da parte dei contribuenti che vorranno aderire alla sanatoria. Si parla di 3 scaglioni percentuali in base alle situazioni personali e specifiche di ciascun indebitato. Ci sarebbe da pagare solo il 6, il 15 o il 25% degli importi effettivamente dovuti da parte degli aderenti. Si ipotizza di escludere dai debiti sanabili in maniera agevolata, le cartelle che sono finite in Cassazione mentre sarebbe possibile sfruttare il benefit sui debiti arrivati ad un procedimento in primo o secondo grado. Probabile l’apertura anche a chi ha cartelle relative all’Iva.

Una cosa che inizialmente sembrava non possibile visto che l’Imposta sul Valore Aggiunto è tassa a taratura europea. Il discorso sull’Iva dovrebbe essere diverso dagli altri tributi, perché si ipotizza di far versare agli indebitati, il 30% dell’Iva evasa, dei quali il 22% sarebbe proprio dell’Imposta evasa e l’8% come sanzioni. Non si capisce bene se anche i tributi locali finiranno nel grande contenitore della pace fiscale tra i debiti sanabili. Secondo molti organi di stampa, sarebbero 4 i fattori che saranno considerati quando ci sarà da determinare l’accettazione della adesione alla sanatoria per ogni contribuente. Prima di tutto, l’importo totale del debito, in secondo luogo il livello degli eventuali contenziosi avviati con le amministrazioni pubbliche e con i concessionari alla riscossione.

Inoltre, andrà valutato caso per caso se tra i debiti ci siano pendenze relative all’Iva e per ultimo, la situazione del debitore che magari ha già avviato piani di rientro con le precedenti rottamazioni di cartelle.