Oggi dovrebbe esserci il primo via libera del Senato al decreto fiscale, l’importante collegato alla manovra finanziaria che reca disposizioni urgenti in materia fiscale e finanziaria. Nel decreto, molta attesa c’è intorno alla cosiddetta pace fiscale, cioè il contenitore dove verranno inserite le sanatorie delle cartelle e dei debiti dei contribuenti. L’iter parlamentare dell’atto sta volgendo pertanto a termine, ma non senza cambiamenti rispetto al testo originariamente prodotto dal Consiglio dei Ministri.

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Infatti gli emendamenti approvati dal Senato [VIDEO] e che oggi dovrebbero ottenere il definitivo via libera di Palazzo Madama, cambiano radicalmente alcuni provvedimenti inseriti nel testo.

Vediamo cosa cambia e cosa devono aspettarsi i contribuenti interessati a risolvere le loro pendenze fiscali.

Cosa è successo in Senato

La Pace Fiscale perde la dichiarazione integrativa speciale, quella che avrebbe consentito di pagare in misura ridotta per redditi mai dichiarati o dichiarati in misura ridotta. Un punto della pace fiscale che era stato oggetto di discordia tra M5S (contrari) e Lega durante le fasi di varo del provvedimento. In più però, nel decreto viene inserita la sanatoria degli errori formali con pagamento sdoppiato tra il 31 maggio 2019 e il 2 marzo 2020, come riporta un articolo del quotidiano “Il Sole 24 Ore” che fa il punto della pace fiscale come uscirà dal Senato. Variazioni importanti anche sulla nuova rottamazione delle cartelle esattoriali, con le rate che passano da 10 a 18 anche se l’arco temporale offerto per sanare la situazione resta fissato a 5 anni.

Le nuove date da ricordare

Aumentano le rate e quindi diminuiscono gli importi delle stesse agevolando quanti vogliono aderire a questa rottamazione-ter. La prima data importante per molti contribuenti sarà il 7 dicembre prossimo, quando scadrà il termine per mettersi in regola con le vecchie rate di chi ha già aderito alle vecchie rottamazioni. Entro tale data infatti occorrerà pagare le rate scadute di luglio, settembre ed ottobre della rottamazione dello scorso anno. Solo sanando queste rate sarà possibile sfruttare la nuova rottamazione che per periodo e rate offerte è sicuramente più vantaggiosa per i contribuenti rispetto alla precedente. La nuova rottamazione presenta già delle date fissate per le adesioni. Infatti è confermato il termine ultimo del 30 aprile 2019 per presentare istanza di adesione alla cosiddetta definizione agevolata dei debiti. Dopo l’istanza e dopo la risposta dell’Agenzia delle Entrate, prevista entro il 30 giugno prossimo, si dovrà iniziare a pagare le rate.

La prima rata cadrà il 31 luglio 2019 e sarà quella che rappresenterà l’accettazione da parte del contribuente della sanatoria. Un’altra rata andrà pagata sempre nel 2019, ma a novembre, per poi passare nel 2020 alle 4 rate annuali del 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre. Tolleranza prevista per ritardato versamento di 5 giorni.

La cancellazione delle cartelle obsolete

Nessuna domanda prevista invece per l’altro provvedimento molto atteso che è il saldo e stralcio delle cartelle fino a 1.000 euro emanate tra il 2000 ed il 2010. Tutto avverrà d’ufficio e tutto entro la fine di quest’anno, cioè entro il prossimo 31 dicembre. Nella pace fiscale anche una sanatoria per le liti pendenti e per i verbali di constatazione. Per queste ultime, andranno presentate dichiarazioni di regolarizzazione entro il 31 maggio 2019. La data vale anche come limite per il pagamento in unica soluzione o della prima rata delle imposte in autoliquidazione che saranno da pagare senza interessi e sanzioni. Stesso discorso e stessa scadenza per la risoluzione delle liti pendenti per le quali vanno presentaste istanze di definizione agevolata per ciascuna lite.

Per la cancellazione degli errori formali sulle dichiarazioni invece, viene confermato il pagamento di 200 euro [VIDEO]per ciascun anno in cui una dichiarazione ha presentato queste problematiche. Anche in questo caso il 31 maggio è la data ultima per aderire alla sanatoria e per pagare la somma richiesta. Dal 2020 invece, la data di versamento dei 200 euro sarà fissata per fine marzo di ciascun anno. Sui contenziosi infine, aumentano gli sconti offerti, sempre grazie agli emendamenti. Infatti lo sconto per chi ha vinto in primo grado e vuole chiudere la partita senza altri gradi di giudizio passa dal 50% al 60% della somma dovuta. Per i vincitori in secondo grado l’agevolazione sale all’85% (era previsto all’80%). Per i contribuenti risultati vincitori in entrambi i primi due gradi di giudizio, basterà pagare solo il 5% di quanto dovuto per chiudere la controversia.