Dopo le paure dei giorni scorsi apparse anche sul Wall Street Journal, dove si era parlato del rischio di una crisi paragonabile a quella del 1929, adesso i numeri iniziano ad essere effettivamente inquietanti. Per la borsa di New York è il peggior natale della storia, nel frattempo il presidente Donald Trump attacca pubblicamente il governatore della Federal Reserve Jerome Powell.

A Wall Street si teme un nuovo 1929

Già da qualche giorno a Wall Street le preoccupazioni erano in aumento.

Sul giornale ufficiale, il Wall Street Journal, si era addirittura ventilata l'ipotesi dell'arrivo di una crisi paragonabile, o addirittura peggiore, a quella del 1929. E ieri, in effetti, sull'onda dei dati della settimana scorsa (già i peggiori degli ultimi anni) è arrivato davvero un lunedì nero con tutti i crismi. Sembrerebbe che la vigilia di Natale del 2018 sia stata la peggiore della storia, e c'è il rischio che il problema non termini qui.

Per fare solo alcuni esempi, il Dow Jones e il Nasdaq hanno perso rispettivamente il 2,91% e il 2,21%. Il Dow Jones, in particolare, ha visto bruciare ben 650 punti. Stessa aria tira anche nelle borse orientali, dove Tokio perde addirittura il 5%, mentre Nikkei va sotto di 20mila per la prima volta dal 2017.

Trump attacca la Fed

Il presidente americano Donald Trump, che sta vedendo un nuovo picco di gradimento, non ha esitato ad attaccare la Federal Reserve, a suo modo di vedere causa di questa nuova crisi.

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Su Twitter ha scritto che la banca centrale statunitense non ascolterebbe il mercato e non comprenderebbe le necessarie guerre commerciali in atto, il dollaro forte o lo shutdown. Ha poi fatto un esempio: a suo modo di vedere la Fed al momento è come un giocatore di golf che non fa buca perché non possiede il tocco adeguato.

Il messaggio di Trump arriva al termine di una settimana non casuale, difatti erano emerse molte voci sul possibile licenziamento del presidente della Fed, Jerome Powell, da parte dello stesso inquilino della Casa Bianca.

Quest'ultima, difatti, non apprezza le manovre della Fed che stanno conducendo a un aumento del costo del denaro. Inoltre si accusa lo stesso ente di essere la causa del taglio delle previsioni di crescita degli Stati Uniti, dal 2,5 al 2,3%.

Indubbiamente, al di là di chi abbia ragione, Trump sta mettendo in atto un conflitto di poteri che non vede precedenti nella storia, e che rischia di aggravare una situazione economica problematica che avrebbe ripercussioni sull'intero pianeta.

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