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Indipendentemente da quali siano le cause fondamentali, l'Italia rischia di trovarsi ben presto in mezzo ad una nuova recessione economica. Almeno stando alle previsioni fatta dall'Oxford Economics. Il centro di analisi e previsioni economiche britannico, infatti, ha stimato che la crescita dell'economia italiana dovrebbe attestarsi quest'anno intorno allo 0,3%. E nel 2020 non dovrebbe andare oltre lo 0,7%. Di conseguenza, la probabilità di entrare in recessione per il nostro Sistema Paese è molto elevata. A questo proposito giova ricordare che, tecnicamente, un'economia si trova in recessione quando il suo Pil non cresce per almeno tre trimestri consecutivamente. E se queste stime dovessero concretizzarsi, il rischio, come detto, è reale.

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Ma quel che è peggio è che una tale crescita asfittica metterebbe anche in forse la tenuta delle principali riforme volute dal Governo M5S - Lega. Cioè il Reddito di Cittadinanza e la riforma delle Pensioni, in particolare Quota 100. E anche gli investimenti programmati per dare una scossa all'economia potrebbero non essere più realizzabili.

L'architettura della manovra economica

Come sappiamo tutti, oramai, la Legge di Bilancio 2019 è stata varata dopo un'aspra battaglia diplomatica con la Commissione Europea che, alla fine, ha concesso al nostro Governo una sorta di intervallo accettando per il solo 2019 che il rapporto deficit/Pil si attestasse al 2,04%. Ma dall'anno successivo, il 2020, le riforme introdotte dal Governo giallo - verde dovrebbero esprimere tutto il loro potenziale.

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E per poter ottenere questo risultato dal 2020 dovrebbero sommarsi gli effetti "positivi" di un ulteriore aumento dell'Iva per circa 52 miliardi di euro unita ad un crescita economica di almeno l'1%. Senza considerare che l'ennesimo aumento Iva, una delle tasse più evase in Italia, porta con sé anche degli effetti negativi. Effetti che potrebbero sterilizzare qualunque aumento del Pil si dovesse registrare in Italia. Di conseguenza verrebbero messi in forse anche Reddito di Cittadinanza, Quota 100 e Investimenti. Cioè i tre pilastri su cui è fondata la Manovra Economica.

Le stime di crescita dell'italia

Come accennato sopra, in questi giorni stanno giungendo da più parti diverse stime di crescita dell'economia italiana.

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Abbiamo fatto riferimento a quanto previsto dall'Oxford Economics. Le previsioni dell'istituto britannico scontano una probabile frenata dell'economia italiana già nel quarto trimestre dell'anno appena concluso. Secondo gli esperti inglesi, infatti, la crescita italiana a fine 2018 dovrebbe attestarsi intorno allo 0,9% rispetto all'1% previsto dal Governo. Questo, insieme all'effetto recessivo delle clausole di salvaguardia dell'Iva, che potrebbero incidere per almeno 5 decimali di punto all'anno nel 2020 e nel 2021, potrebbero far tornare il rapporto deficit/ Pil al 2,4% mettendo in forse la tenuta dell'economia e quindi il Reddito di Cittadinanza e Quota 100. Per converso l'agenzia di rating Standard & Poor's ha diffuso una previsione di crescita dell'economia italiana, per quest'anno, dello 0,7%. Ma il discorso di fondo non cambia.

Se queste previsioni sono corrette lo si vedrà presto. Il prossimo 31 gennaio l'Istat dovrebbe diffondere i dati sulla crescita dell'economia italiana nel corso del quarto trimestre del 2018.

Il che potrebbe voler dire la conferma che l'Italia è, tecnicamente, in recessione. E con Reddito di Cittadinanza e Quota 100 che, dal 2020, dovrebbero costare, rispettivamente, 10,3 miliardi di euro (Reddito di Cittadinanza) e 8,2 miliardi di euro (Quota 100), il Governo potrebbe doversi trovare costretto ad aumentare l'Iva per poterle finanziare. Questo perché le concessioni fatte da Bruxelles si basano proprio sulla dinamica tra crescita economica e aumenti Iva. Aumenti che, comunque, non sarebbero indolore per gli italiani.