Qualche ora fa, è stata diramata una nota stampa di Arcelor Mittal, dove AM InvestoCo Italy ha notificato ai commissari straordinari di Ilva S.P.A, la volontà di rescindere il contratto per l'affitto e il successivo acquisto condizionato dei rami d'azienda ILVA e di alcune sue controllate la quale esecuzione è stata il 31 ottobre 2018. Inoltre, in conformità al contenuto del contratto, Mittal chiede ai commissari straordinari di assumersi entro 30 giorni dalla ricezione della comunicazione, la responsabilità per le operazioni e dei dipendenti dall'azienda.

Le ragioni dell'abbandono

Dal comunicato emerge che una delle ragioni principali del recesso è l'eliminazione della protezione legale votata dal Parlamento con il Dl "Salva Imprese". Nella comunicazione si legge che lo scudo era necessario per attuare il piano ambientale senza alcun rischio di responsabilità penale.L'eliminazione dell'immunità penale con effetto dal 3 novembre, nei giorni scorsi ha allarmato i sindacati ,in quanto temevano la chiusura della fabbrica o un ridimensionamento del personale nella migliore delle ipotesi.

Lo scudo penale inizialmente fu introdotto nel 2015 dal governo Renzi e dall'ex ministro delle Attività Produttive, Carlo Calenda. L'obiettivo era cercare personalità di alto profilo disposte a svolgere il ruolo di commissario dell'Ilva senza temere di essere perseguiti penalmente. Il primo passo indietro è arrivato nel giugno del 2019, durante il governo Lega -M5S, dove per volere dei pentastellati, fu inserito un emendamento che limitava l'immunità penale fino al 6 settembre.

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Ambiente

Mittal, in quell'occasione già minacciava che avrebbe abbandonato l'ex Ilva. Sul finire dell'esperienza giallo-rossa, Di Maio, ministro delle Attività Produttive reintrodusse l'immunità penale. Nel nuovo decreto "Salva Imprese" approvato qualche giorno fa, la norma sullo scudo penale è stata stralciata dopo le proteste di 17 senatori pentatellati.

Un'altra ragione principale citata nel comunicato riguarda i provvedimenti emessi dal tribunale penale di Taranto che obbligano i commissari straordinari dell'Ilva ad attuare una serie di prescrizioni entro il 13 dicembre, termine che gli stessi commissari s hanno ritenuto impossibile da rispettare, pena lo spegnimento dell'altoforno 2 con la conseguente impossibilità di attuare il piano industriale.

A queste ragioni si aggiungono le perdite economiche: nel trimestre aprile-maggio -giugno si sono avute perdite pari a 150 milioni di euro, con una proiezione annua di 600 milioni di euro. La causa è riconducibile ad una contrazione del mercato .Infatti, il 2019 è un anno molto complicato per l'acciaio italiano.La produzione dell'intero anno è vista in calo del 4,1% contro il 3,1% della media europea.

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Per l'Italia sono negative anche le previsioni di vendita che quest'anno dovrebbe vedere un calo del 2,5%.Questo scenario fosco purtroppo non permette ad Arcelor Mittal di mantenere gli impegni contrattuali assunti nel 2018 sia in termini di produzione che occupazionali.

Il vertice straordinario del governo

In questo momento è in corso un vertice straordinario per trovare una soluzione al problema e assicurare un futuro all'Ilva ,in particolare ai 10 mila posti di lavoro, di cui 8 mila sono a Taranto.

Al vertice partecipano, il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il ministro Stefano Patuanelli (Sviluppo economico), Giuseppe Provenzano (ministro del Sud), Sergio Costa (Ambiente). Si sono aggiunti: Roberto Speranza (Salute) ,Nunzia Catalfo (Lavoro) e Roberto Guarnieri (Economia). Alcune indiscrezioni dicono che tra le ipotesi ci sarebbe un provvedimento d'urgenza sullo scudo penale, una delle ragioni principali dell'abbandono di Arcelor Mittal.

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