Imprenditori agricoli. E’ in discussione in Parlamento un pacchetto di misure a loro sostegno contenute nella proposta di manovra di Bilancio 2020-2022. Una boccata d'ossigeno di circa 600 mln di euro per un settore che potrebbe essere trainante per il nostro paese, vista la costante crisi di quello industriale.

Tutte le agevolazioni sono però rivolte alla figura dell'imprenditore agricolo professionale (Aip). Colui, cioè, che possiede conoscenze e competenze agricole adeguate. Inoltre l'imprenditore deve dedicare alla coltivazione del fondo, la silvicoltura, l'allevamento e altre attività collegate (anche agriturismo e itticoltura) almeno il 50% del tempo del suo lavoro. Infine, almeno il 50% del suo reddito globale deve essere ricavato dalle attività citate.

Esenzione dell'assicurazione obbligatoria e per i neo-imprenditori agricoli

Sono comprese tra gli Aip anche le società di capitali, le società di persone e le cooperative/consorzi purché utilizzino prevalentemente il lavoro o i prodotti dei soci o forniscano loro almeno il 50% della produzione di beni e servizi.

Enumeriamo allora le misure previste. Per gli imprenditori agricoli di età inferiore ai 40 anni, che si iscrivono alla previdenza tra il 1° gennaio 2020 e il 31 dicembre 2020 è accordata l'esenzione dall'assicurazione obbligatoria per l'invalidità, per la vecchiaia ed i superstiti.

L'agevolazione è concessa per un periodo massimo di due anni. Ciò per favorire i nuovi ingressi in agricoltura.

Il progetto di manovra conferma, inoltre, l'esenzione dall'irpef per i redditi dominicali e agrari relativi a terreni dichiarati sul 740. Tale agevolazione è estesa anche ai semplici coltivatori diretti. E' comunque una misura temporanea perché nel 2021 questi redditi concorreranno alla formazione della base imponibile nella misura del 50%. Negli anni successivi l'imposta progredirà proporzionalmente.

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Altre agevolazioni per gli imprenditori agricoli

E' prevista anche un'agevolazione per favorire l'imprenditorialità femminile in agricoltura. Alle donne agricoltori, cioè, possono essere accordati mutui quindicennali a tasso zero, nel limite massimo di 300mila euro, purché mettano in atto iniziative finalizzate al consolidamento della propria azienda. I finanziamenti sono accordati a concorrenza di un fondo assommante, per il momento, in 15 mln di euro.

Stesso plafond è previsto per la concessione di mutui a sostegno dello sviluppo e degli investimenti (competitività delle filiere agricole).

Una misura, questa, che proseguirà nel 2021. In entrambi i casi, la determinazione dei criteri e delle modalità è rimandata a un successivo decreto e ad un bando che sarà pubblicato entro il 29 febbraio 2020. Infine, sono previsti indennizzi per un totale di 60 mln, spalmati nel triennio, agli imprenditori agricoli vittime dell'emergenza cimice asiatica.

Tali agevolazioni si aggiungono ad altre già presenti nella normativa vigente. Esse sono la fruizione di un'imposta di registro per l'acquisto nuovi terreni pari all'1% anziché all'8%; il diritto ad una maggiore indennità in caso di esproprio, l'esonero dal pagamento degli oneri di urbanizzazione compresi nei permessi di costruzione e l'accesso ai finanziamenti a fondo perduto delle regioni e della Ue.

Come detto, la condizione necessaria è quella di operare professionalmente in agricoltura onde evitare, anche in questo settore, la prolificazione dei “furbetti”.

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