In un report di recente pubblicazione, intitolato "Banche italiane su un piano inclinato", Claudio Torcellan e Giovanni Viani della società di consulenza Oliver Wyman hanno analizzato le principali sfide che il sistema bancario italiano si troverà ad affrontare nei prossimi anni. Gli analisti hanno delineato alcuni cambiamenti necessari per superarle.

Il punto di maggiore criticità è sicuramente legato al profilo della redditività, con attese di riduzione dei ricavi, in termini di margine di intermediazione, nell'ordine del 10% in media nei prossimi 5 anni, a causa del perdurare del regime di bassi tassi di interesse e della stagnazione economica.

Al fine di preservare la sostenibilità del proprio modello di business, le banche italiane secondo gli esperti dovranno prepararsi ad un processo di consolidamento che oltre all'aggregazione preveda una riduzione dei costi proporzionale alla riduzione nei ricavi, una strategia attiva per la gestione proattiva della struttura di bilancio, l'adozione di tecnologie avanzate per le analisi quantitative a supporto dell'erogazione, del monitoraggio e del recupero. Il testo completo del report è disponibile nella sezione Insights del sito istituzionale della società di consulenza.

Colpite le banche più esposte al business tradizionale e ai titoli governativi

Il report si apre con una veloce ricognizione dello stato dell'arte della politica monetaria europea all'indomani dell'avvicendamento tra Mario Draghi e Christine Lagarde ai vertici della banca centrale europea. Invertito il processo di ritorno ad una politica "normale", gli strumenti non ortodossi del quantitative easing sono stati riattivati.

Considerando che la crescita del PIL e degli investimenti continua a ristagnare, si registra un eccesso di liquidità che contribuisce ad alimentare le pressioni concorrenziali sugli impieghi e genera una riduzione dei rendimenti attesi, con particolare riferimento ai titoli di debito pubblico.

In assenza di azioni correttive che possano mitigare le ripercussioni dello scenario macro sui bilanci degli istituti di credito è ragionevole attendersi una contrazione nel margine di intermediazione particolarmente rilevante per le banche più esposte al business tradizionale e ai titoli governativi.

Le determinanti principali della contrazione nella redditività sono da ricercare nella compressione sui rendimenti degli impieghi, nei minori ritorni sui titoli di debito pubblico, nelle modifiche regolamentari che richiederanno politiche di accantonamenti più incisive e nella necessità di portare avanti la riduzione dei crediti deteriorati che ad oggi ha raggiunto una fase avanzata, ma non è ancora arrivata a termine.

Banche dovranno lavorare su discontinuità

Al fine di affrontare e superare uno scenario macro particolarmente sfidante, che potrebbe mettere in discussione la sostenibilità nel tempo del business tradizionale, secondo l'analisi di Oliver Wyman gli istituti di credito italiani dovranno affrontare un radicale processo di consolidamento che includa almeno tre passaggi di radicale discontinuità rispetto al passato.

La prima trasformazione riguarda la necessità di ridimensionare i costi per far fronte alla riduzione dei ricavi.

Questo passaggio dovrebbe avvenire rivedendo il modello di business tradizionale della banca commerciale universale e la focalizzazione su linee di business dove è possibile creare maggior valore nel tempo come il risparmio gestito, la bancassicurazione e il credito ai privati.

La seconda discontinuità riguarda la gestione dinamica della struttura di bilancio, rivedendo criticamente la struttura attuale di attivi e passivi in un'ottica di creazione di valore e lavorando sulla velocità di rotazione per ottenere un ritorno adeguato sugli investimenti.

L'ultima ma non meno rilevante rivoluzione dovrà avvenire adottando i modelli analitici, le ormai necessarie tecnologie abilitanti che attraverso una gestione più efficace ed efficiente delle informazioni disponibili (sia pubbliche che private) consentono significativi guadagni di efficienza nei processi del credito.

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