L’apertura dell’Archivio segreto vaticano, disposta da Papa Francesco anche per far luce sulla posizione di Pio XII nei confronti di nazisti ed ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale, sta dando i suoi primi frutti. È emersa infatti una lettera del 14 dicembre 1942, che dimostra che Papa Eugenio Pacelli era al corrente dell’esistenza dei campi di sterminio nazisti e che in essi si stava compiendo l’Olocausto degli ebrei.

La lettera - scritta dal gesuita tedesco Lothar König - è stata scoperta dallo storico Giovanni Coco che ne ha dato annuncio al giornalista del Corriere della sera Massimo Franco in un’intervista pubblicata il 17 settembre.

Pio XII 'sapeva'

Le ricerche in corso si sono rese necessarie per ottenere notizie certe sul comportamento del Papa romano nell’ambito del Processo sulla sua eventuale beatificazione, aperto nel 1967. Pio XII infatti, per tutto il periodo della guerra, non ha pronunciato una parola di condanna sui crimini di massa del regime hitleriano, pur avendo dato disposizioni segrete ai religiosi di dare rifugio agli ebrei perseguitati. I sostenitori di Pacelli giustificano i suoi silenzi o comunque le sue espressioni generiche con la tesi secondo cui “il Papa non sapeva”.

Ora questa tesi viene però a cadere. Nella lettera, firmata dal gesuita tedesco Lothar König e indirizzata al segretario particolare del Papa si cita il campo di sterminio di Belzec e i suoi forni crematori gestiti dalle SS.

Si fa anche riferimento a una seconda lettera, ancora non ritrovata, dove si menzionava il campo di sterminio di Auschwitz.

Soltanto un generico rincrescimento del Vaticano nei discorsi di Pio XII

Secondo lo storico che ha ritrovato e diffuso l’esistenza della lettera, questo ritrovamento può rappresentare una prima base certa di discussione.

Mentre finora si era dibattuto subire fonti indirette, la lettera del gesuita König rappresenta una prima fonte diretta. Coco si augura che con il tempo altre fonti dirette potranno emergere. In particolare quella che riguarda Auschwitz-Birkenau, citata dal mittente. Sulla stessa linea si pone monsignor Sergio Pagano, Prefetto dell’archivio storico Vaticano.

Le affermazioni di papa Pacelli sono state comunque spulciate negli anni. In tutte le sue dichiarazioni è stato trovato soltanto un breve riferimento che può essere ricondotto a un generico rincrescimento della chiesa nei riguardi dell’Olocausto. Si tratta di poche parole contenute in un lungo discorso pronunciato in occasione del Natale il 24 dicembre 1942.

Ma nemmeno in quella breve frase il riferimento alle persecuzioni degli ebrei e allo sterminio in corso è chiaro. Pio XII parlava di «centinaia di migliaia di persone, le quali, senza veruna colpa propria, talora solo per ragione di nazionalità o di stirpe, sono destinate alla morte o a un progressivo deperimento». In pratica poco più di venti parole.