Il Comitato autotrasportatori siciliani ha annunciato un fermo dei trasporti che interesserà l’intera regione dal 16 al 20 ottobre. La decisione, comunicata a Catania il 28 settembre 2026, prevede la sospensione completa delle attività dei camion e la mancata movimentazione dei semirimorchi all’interno dei porti siciliani. La mobilitazione avrà inizio alle 00:01 del 16 ottobre e si concluderà alla mezzanotte del 20 ottobre.
Salvatore Bella, coordinatore del Comitato, ha motivato la protesta con la mancanza di risposte da parte del governo nazionale in merito alle richieste di intervento contro il caro carburante.
A ciò si aggiunge l’assenza di aggiornamenti sui pagamenti relativi al programma Sea Modal Shift. Bella ha chiarito che la forma della protesta non includerà blocchi stradali, ma i mezzi rimarranno fermi nei piazzali. “Rimarremo fermi con i nostri camion nei nostri piazzali fino a quando il Governo non ci darà delle risposte”, ha dichiarato il coordinatore, sottolineando la determinazione degli autotrasportatori.
L'impatto del caro gasolio e le perdite economiche
Il documento diffuso dal Comitato evidenzia una situazione economica insostenibile per le aziende del settore. Con il prezzo del gasolio che ha raggiunto i 2,40 euro al litro, lavorare in perdita è diventato impossibile. Le stime indicano perdite giornaliere che oscillano tra i 700 e i 900 euro per ogni camion.
Questi costi crescenti stanno, secondo il coordinatore, mettendo a rischio la sopravvivenza stessa delle imprese di autotrasporto.
La modalità di protesta è stata confermata: i mezzi rimarranno fermi nei piazzali, senza alcuna intenzione di bloccare le arterie stradali. Questa scelta era già stata anticipata in una precedente comunicazione, dove Bella aveva ribadito: “Non faremo alcun blocco ma lasceremo fermi i mezzi nei piazzali”, a conferma di una protesta mirata e controllata.
Contributi regionali e i limiti del de minimis
La Regione Siciliana ha stanziato 15 milioni di euro in contributi regionali a favore della categoria. Tuttavia, Bella ha espresso riserve sull’efficacia universale di tale misura.
Se da un lato potrà sostenere i piccoli imprenditori, in particolare quelli con un numero di camion compreso tra uno e cinque, che non hanno ancora esaurito il plafond del de minimis, dall’altro presenta limiti significativi per le grandi aziende.
Per le imprese di maggiori dimensioni, il Comitato ha segnalato criticità legate alla quota disponibile del de minimis e alle restrizioni imposte dal super de minimis. Inoltre, per le aziende con consumi superiori a 500 mila litri di gasolio al mese, i benefici della misura potrebbero concretizzarsi solo in futuro. Questo perché l’assessorato regionale alle Infrastrutture non ha ancora provveduto alla notifica del provvedimento alla Commissione europea. Senza tale autorizzazione europea, le grandi aziende potranno usufruire solo della quota di de minimis standard, limitando di fatto l’impatto del sostegno regionale.