Gira in queste ore la notizia che da settembre prossimo saranno inseriti, nei calcoli dei conti europei, anche i dati di vendita di droga, cessione di merci in contrabbando e volume dei servizi di prostituzione e che di conseguenza questi dati saranno presi in considerazione anche per la valutazione del PIL, il prodotto interno lordo, anche dell'Italia.

Sembra ovvio a tutti i commentatori affermare che quindi assisteremo ad un boom e che finalmente i dati risicati sull'aumento (o diminuzione) del PIL italiano subiranno significativi aumenti.

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Saranno in tanti a scatenarsi, specie tra i più noti, in valutazioni e polemiche che divideranno liberisti d'accatto da bigotti conservatori, che si esprimeranno sulla correttezza o meno di inserire anche questi "prodotti" nei conti europei.

Peccato che si tratti di una incredibile bufala, almeno per quanto riguarda le date. È fin dal 1995 che in Europa si fanno i "conti" con il sistema SEC 1995, chiarito efficacemente e compiutamente nel Regolamento (Ce) N. 2223/96 Del Consiglio d'Europa del 25 giugno 1996 relativo al Sistema Europeo dei Conti nazionali e regionali nella Comunità, il SEC per l'appunto.

Il regolamento è il documento più interessante sul SEC e vi ci si può cercare agevolmente i termini "contrabbando", "droga" e "prostituzione" che vengono ritrovati reciprocamente nelle sezioni relative al movimento di merci, nella produzione di beni e in quella di servizi.

La presenza di questi dati è corretta ed inevitabile poiché il SEC opera con il sistema della "partita doppia" e l'enorme volume di denaro derivante da attività illegali non può sfuggire alla necessità di far equilibrare i flussi in entrata e in uscita.

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Anche a livello regionale, che in Europa significa Stato per Stato.

Le domande che ci si possono porre sono numerose. La prima: perché parlarne ora e in questo modo così eclatante? Cui prodest? Ma anche ci si potrà chiedere, ad esempio, se la legalizzazione dei consumi di droga e della prostituzione non servano ad interrompere l'ipocrisia con cui queste cose sono vietate ma perfettamente nella conoscenza di magistratura e forze dell'ordine quando si parla di controllo del territorio, rendendole praticamente libere, come dimostrano le numerose relazioni sul fallimento internazionale alla lotta al traffico di stupefacenti.

E d'altro canto c'è da chiedersi come mai questi volumi ben noti di denaro vengano lasciati in piena balia delle mafie di ogni dove, costituendo non solo un illecito arricchimento, che sottende politiche di "mercato" assolutamente non regolate, portatrici quindi di morte. Ma anche dimostrando come il proibizionismo altro non fa che diminuire l'entrata fiscale relativa, sottraendo ancora denaro agli Stati che quindi altro non possono fare che rivalersi sui contribuenti che già patiscono enormi costi d'ordine pubblico e di giustizia assolutamente inefficaci.

Mentre le banche non possono far altro, poverine, che gestire gli enormi flussi.

Intanto la notizia di droga, sesso e rock'n'roll nel Pil farà parlare chi pensa che così s'oda maggiormente il tintinnar di manette, creando scandalo che cela lo scandalo peggiore.