Massima confusione in Ucraina, specialmente dopo l'annuncio arrivato dal Cremlino, che fa sapere di non essere in grado di controllare l'azione dei filorussi nell'est e nel sud dell'Ucraina, rendendo anche involontariamente una sorte di parziale ammissione circa il suo sostegno ai filorussi fino a questo momento. È quanto rivela il Fatto Quotidiano.

L'ammissione arriva nelle immediate vicinanze della strage di Odessa, dove sono morti dieci filorussi e due elicotteristi ucraini, probabilmente per mano degli stessi russi, uomini provenienti dalla regione della Transnistria e nuovi combattenti dall'area di Sloviansk, cittadina al centro di numerosi episodi di violenza negli scorsi giorni.

Intanto gli osservatori Ocse, sequestrati settimana scorsa, sono stati rilasciati, come ha dichiarato l'autoproclamatosi sindaco di Sloviansk, e riportato dal "Fatto", proprio perché la situazione sul territorio è diventata incontrollabile.

Inoltre, stando alle indiscrezioni del quotidiano, pare che a difendere i palazzi e l'integrità del territorio ucraino, ci sarebbero anche soldati che parlano italiano, il che fa sorgere domande circa l'eventuale presenza di mercenari stranieri pagati da Kiev. In realtà questi soldati sono giovani ragazzi ucraini che vivono da tempo all'estero, ad esempio in Italia, e che sono tornati in patria in seguito all'aggravarsi della situazione. Intanto i disordini scoppiati nel Sud del Paese fanno comodo al regime di Putin che, se venisse proclamato lo stato di emergenza, vedrebbe saltare le elezioni previste per il 25 di maggio.

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A quel punto Mosca avrebbe una scusa per continuare con le sue pressioni sull'attuale governo ad interim che rimarrebbe in carica nel caso in cui saltassero le consultazioni elettorali, sostenendo ancora la sua illegalità. La situazione in Ucraina si fa perciò sempre più confusa. Senza che nessuno voglia davvero fare chiarezza.