Il piano dell'Europa riguardo l'emergenza immigrazione ha fatto alcuni passi avanti. L'Italia sarà al momento esonerata per quanto riguarda l'arrivo di nuovi migranti, in tal modo il nostro paese si vedrà alleggerire la pressione di nuovi sbarchi in questo senso, sulle quote però rimangono ancora delle divergenze. Non ci saranno operazioni di terra, per quanto riguarda la "battaglia" contro gli scafisti, ci saranno però delle operazioni via mare e resta perciò in piedi la possibilità di bombardare i barconi. L'inviato del TG5 Alan Patarga, ha affermato, nel suo ultimo servizio per il telegiornale, che con i suoi tempi e pensando inoltre all'ultima tragedia al largo della Libia, la più grande di sempre, alla fine Bruxelles ha deciso, che davanti al collasso migratorio nel mar Mediterraneo, l'Italia non dovrà essere abbandonata.

Un esame sull'Agenda europea sull'immigrazione

La commissione ha varato l'Agenda europea sull'immigrazione, un progetto lungo 16 pagine, che prevede innanzitutto  maggiori fondi, 89 milioni di euro e la ridistribuzione di una parte dei rifugiati attualmente ospitati da Italia, Grecia e Malta. Sono almeno 20000 le persone da smistare subito, tra tutti i paesi dell'Unione Europea. Una misura d'emergenza questa, che si avrebbe intenzione di rendere permanente. All'Italia in futuro spetterebbe una quota di migranti pari al 12 percento, ma alcuni paesi non ci sentono. Regno Unito, Danimarca ed Irlanda, con tanto di trattati alla mano, hanno affermato la loro intenzione ed il loro diritto a non partecipare a questo progetto di condivisione, ma ci sono anche le resistenze di Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia.

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Da non dimenticare poi, il programma per fermare i barconi, l'intenzione è quella di distruggerli nei porti (ovviamente) vuoti, evitando che prendano il largo verso le coste europee. Un obiettivo questo, sta pensando l'Italia, che potrebbe essere raggiunto in tal senso, con blitz operati nei porti, ove è di consuetudine l'ignobile traffico di esseri umani. Possibile per il nostro paese, l'uso opportuno delle navi anfibie della Marina e della Portaerei Cavour. Federica Mogherini, alto rappresentante italiano dell'unione per gli affari esteri, ha dichiarato, che sarà più difficile un intervento via terra in Libia, che peraltro richiederebbe il via libera delle Nazioni Unite.