Continua la guerra tra governo greco e istituzioni europee. Il tavolo tecnico con il quale si sarebbe dovuta trovare una soluzione, tenutosi a Bruxelles durante il week-end, si è concluso con un nulla di fatto. Juncker cerca di mediare, ma l'idea, anche se remota, di un'uscita della Grecia dall'euro serpeggia sempre di più.

Il fallimento del tavolo tecnico

Le ultime notizie riportate dal sito dell'Ansa non sono incoraggianti. La Grecia rimane molto ferma su un punto: il taglio del debito. Tsipras e Varoufakis si rifiutano di applicare le misure che vorrebbero le istituzioni europee, che si tradurrebbero in nuovi esborsi da parte dei cittadini greci.

Ma la Germania, dal canto suo, non ha intenzione di farsi commuovere, dichiarando che non intende cedere ai ricatti. Ma non è solo la Germania a tenere posizioni dure: il fondo monetario internazionale, anche se invita i paesi creditori a "riprogrammare i pagamenti sul debito con tassi d'interesse più basso" (ansa.it), lancia una stoccata alla Grecia, che non avrebbe pensato a delle misure credibili per risanare i suoi conti e avrebbe invece il dovere di farlo. Insomma, le posizioni delle parti in causa rimangono ferme, e se non ci sarà nessun cambiamento radicale comincia a profilarsi sempre più seriamente l'ipotesi che un accordo non sia possibile. Varoufakis ha dichiarato: "Grexit insensata, ma è impossibile escluderla" (ansa.it). Se sia solo una minaccia, o se il governo greco stia seriamente valutando uno strappo definitivo è impossibile saperlo.

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Le reazioni tedesche

La Germania si dimostra ancora una volta il cuore del nocciolo duro europeo che ha la volontà di rimettere in riga la Grecia. E' infatti direttamente alla Merkel che si rivolgono alcune dichiarazioni di Varoufakis: "l'accordo potrebbe arrivare in una notte. Ma Angela Merkel deve starci" (ansa.it) ha detto il ministro delle finanze elleniche, rivolgendosi direttamente alla cancelliera. La risposta della Germania è arrivata per bocca del ministro dell'economia tedesco, nonché vicecancelliere, Sigmar Gabriel, che con toni molto duri ha chiarito coma la Germania non cederà a nessun ricatto, e ha invitato Tsipras a mettere in pratica le misure che erano state promesse all'Europa dal suo predecessore. La guerra sta diventando sempre più dura. Stamattina i mercati hanno punito la Grecia per il mancato raggiungimento di un accordo, com'era prevedibile, ma Tsipras non pare avere intenzione di cedere.

E se la Grecia uscisse davvero dall'euro?

Cosa succederebbe se un accordo non venisse mai trovato, e il governo greco decidesse che ne ha abbastanza degli ultimatum europei e tedeschi? Se ne è parlato molto ultimamente, ma probabilmente la verità è che le conseguenze sono imprevedibili.

Un problema di cui si è parlato è il "rischio di contagio": la paura dei vertici dell'Ue è che l'uscita della Grecia possa causare una reazione a catena per cui anche altri Stati potrebbero decidere di abbandonare la moneta unica, smembrando di fatto i fondamenti della comunità europea. Si è parlato anche di come la Grecia potrebbe finire nella sfera d'influenza di Putin e della Russia, mossa che avrebbe delle conseguenze sulla politica e sull'economia dell'eurozona. Probabilmente sono proprio queste preoccupazioni europee a dare forza a Tsipras, forse sono l'unica forza che il premier greco ha in questo momento, visto che nessuno in europa parteggia per lui e lo sostiene, nemmeno gli Stati membri che sono messi meglio della Grecia, ma neanche così tanto.