"Tsipras ha voluto cedere ai creditori mollando un negoziato che poteva essere risolto con un piano alternativo che avevo preparato". A parlare è Yanis Varoufakis, l'ex ministro della Finanze greco, protagonista al fianco del premier della stagione politica che ha portato Syriza al governo. Considerato da Berlino un vero e proprio nemico per il suo rifiuto di accettare - senza condizioni - le ricette della Troika, Varoufakis ha lasciato il governo nelle ore in cui ad Atene si festeggiava la vittoria del no al referendum.

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A pochi giorni da quell'addio, è lui stesso a spiegarne le ragioni al settimanale britannico NewStatesman: "La mia soluzione racchiudeva l'emissione di 'pagherò' in euro con il taglio dei bond greci e la riduzione unilaterale del debito".

Una presa di posizione forte non approvata dal direttivo di Syriza: "Il partito ha preferito votare per il sì alle condizioni fornite dalla controparte nell'ottica del raggiungimento di un accordo". L'attacco frontale di Varoufakis è per la gestione dell'Eurogruppo definita terrostica: "È un'orchestra diretta dal ministro tedesco Schaeuble che ha il potere di determinare la vita degli europei senza averne il diritto".