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L'Europa inizia a prendere coscienza ma non 'il controllo della realtà' per quello che non sarebbe mai dovuto accadere se avesse preso decisioni forti e rivolte a quei popoli che continuano a farsi guerra. Con gli occhi bendati ha lasciato che Grecia e Italia portassero sulle spalle tutto il carico dell'attuale crisi umanitaria di cui si presagiva da tempo gli effetti. Oggi il flusso si è spostato verso altri confini dove le decisioni dei leader di chiudere 'le frontiere' coinvolge con la sua disumanità i profughi e i migranti che fuggono dal 'disordine' dei paesi di provenienza, - esempio preso dal muro di filo spinato lungo 175 km fatto innalzare dal Premier Viktor Orban - vanificando in questo modo i propri sforzi.

Così il premier Croato Zoran Milanovic, dopo la decisione di Orban, decide di aiutare i profughi aprendo le frontiere Croate e permettendogli di aggirare il 'muro di filo spinato'. Ma Milanovic non aveva previsto che questa decisione avrebbe spostato la marea umana verso la Croazia, e scontratosi con la realtà degli oltre 5000 profughi arrivati nel giro di poco tempo vede affollarsi i centri di soggiorno che, ormai saturi non sono più in grado di accoglienza. L'enorme flusso d'ingresso, avverte il ministro dell'Interno Ranko Ostojic, lo porterà a dover chiudere le frontiere e chiedere gli aiuti internazionali, annunciando l'arrivo di oltre 20.000 profughi.

Cercano di forzare le frontiere

Al confine tra Serbia ed Ungheria il lancio di pietre contro i poliziotti non fa altro che alimentare i disordini mentre, il tentativo di oltrepassare la frontiera viene respinto con lacrimogeni e idranti che si lasciano alle spalle più di 300 feriti.

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A questi atti di violenza non si fa attendere il dissenso da parte del capo del regime siriano Bashar al Assad che, parlando alla tv russa denuncia l'Europa di fiancheggiare i terroristi e di dare loro armamenti e ingenti aiuti economici. Identico scontro avviene il 17 settembre a Tovarnik, - villaggio di campagna nei pressi della stazione - dove in migliaia, stanchi di aspettare sotto il sole, hanno sfondato il cordone di protezione della polizia creando il caos e facendoli intervenire in assetto antisommossa. La maggior parte dei profughi, prima di essere trattenuti in Serbia, sono riusciti a oltrepassare il blocco per dirigersi all'assalto dei treni con destinazione Slovenia e l'Austria, evitando così di essere ripartiti nei vari centri di accoglienza o rimpatriati ai paesi di origine.

Senza equità si attuerà lo smistamento dei profughi

Martedì 22 settembre la presidenza lussemburghese si riunirà in consiglio con i ministri degli Interni per discutere sulla redistribuzione obbligatoria degli oltre 120.000 profughi e nell'augurio per una decisione condivisa e di maggioranza il giorno dopo mercoledì 23 settembre, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk convocherà un vertice straordinario per discutere "come affrontare la crisi dei rifugiati".

Alla riunione, richiesta dalla cancelliera Angela Merkel e dal premier austriaco Werner Faymann interverranno la maggior parte dei leader di Stato coinvolti dall'afflusso migratorio, che porteranno in primo piano la discussione delle argomentazioni elaborate e valutate il giorno precedente. In attesa di altre notizie utili che si renderanno dopo le date sopra citate, è possibile restare aggiornati premendo il tasto 'segui' vicino al nome.