Centinaia di migliaia di cittadini, provenienti dalle più variegate zone della Spagna, hanno manifestato nella capitale a favore della riqualificazione urbana, sociale, economica e industriale delle province. Le richieste indirizzate al Governo riguardano politiche e misure economie più efficaci per rilanciare la centralità delle province e delle aree rurali della nazione spagnola, a fronte dell'impressionante spopolamento demografico registrato negli ultimi anni come mai prima d'ora.

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Soria Ya e Teruel Existe promotori dei cortei

I manifestanti appartengono principalmente a due grandi movimenti cittadini, che hanno a loro volta riunito diverse compagini sociali: Soria Ya e Teruel Existe hanno infatti dato il via all'iniziativa ed organizzato il percorso, che ha fatto tappa nei luoghi politici nevralgici della capitale, dalla Camera ai vari Ministeri. Piazza Colón è stara il luogo di incontro alle ore 12.

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L'avvio della marcia è stato anticipato da un minuto di silenzio simbolico, quasi a voler 'commemorare' le zone svuotate della nazione.

I partecipanti coprivano ogni fascia d'età: dagli studenti, persino Erasmus provenienti da altri Paesi, a padri e madri di famiglia - che hanno portato con sé i propri figli in tenera età - fino agli anziani pensionati ormai stremati dalla poca considerazione della politica centrale nei confronti delle loro terre.

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Da rilevare l'assenza di disordini, feriti o scontri con le forze dell'ordine. Se alcuni cittadini hanno scelto di indossare il gilet giallo in luogo della protesta, essi hanno chiarito che nulla aveva a che vedere con le proteste - ben più intense - che parallelamente si stanno verificando in Francia.

Dai cittadini la richiesta di più investimenti

La desertificazione demografica delle aree rurali e delle province spagnola si trascina con sé la limitata elargizione di investimenti, nazionali ed europei, su infrastrutture, scuole, trasporti e opportunità di lavoro.

Migliaia i giovani che ogni anno abbandonano questi territori per studiare e cercare fortuna nelle città spagnole più grandi, o anche all'estero. I manifestanti hanno richiesto anche un interesse maggiore e più concreto delle istituzioni europee verso tali zone: per i cittadini l'accentramento decisionale è arrivato ad un punto di 'non ritorno'.

"Siamo tutti spagnoli, abbiamo gli stessi diritti come gli stessi doveri" esclamano a gran voce alcuni presenti.

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È stata rilevante anche l'attenzione dei media nazionali alla protesta, affinché possano essere sempre più abbreviate le distanze in questione tra i cittadini delle province e le istituzioni nazionali.

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