Boutique di lusso, ristoranti rinomati, gettonati sportelli bancari sono stati letteralmente devastati dalla furia anomala dei Gilet Gialli, i manifestanti che lo scorso sabato hanno protestato lungo le vie del centro per la diciottesima settimana consecutiva. Scene impressionanti mai viste prima; saccheggi, incendi e aggressioni nel cuore della capitale. La rinomata boutique di Hugo Boss o la Patisserie Ladurée, celebre per i tipici macarons, sono oramai irriconoscibili.

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Nel mirino del vandalismo dirompente il ristorante Le Foquet's, simbolo di lusso e della "Parigi per bene" da sempre frequentato da star del cinema, artisti internazionali, politici in vista. Lo stesso Sarkozy vi festeggiò la vittoria delle presidenziali.

Devastato il centro di Parigi

Il giorno successivo all'ennesima protesta lo scenario è stato desolante: a terra interi pezzi di vetrate buttate giù, porte irrimediabilmente distrutte, locali in fiamme, ristoranti saccheggiati all'interno, lampioni danneggiati, insegne deturpate.

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Sicuramente falle nel sistema della sicurezza sono state determinanti e non hanno adeguatamente garantito turisti, commercianti e dipendenti presenti: l'azione della Prefettura è nell'occhio del ciclone.

Attualmente a cambiare le vetrate, riparare i vari sportelli bancari, adeguare le inferriate o effettuare la manutenzione dei lampioni, non sono né discussi politici né odiati banchieri: lavoratori, fabbri, carpentieri. Il lavoro di riassestamento che stanno effettuando è incessante, dalle prime luci del mattino fino a notte fonda.

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Politica

A fronte di un uomo dal gilet giallo che distrugge e scaraventa, un altro dal fratino arancione lavora e ripara. Non è anche costui l'uomo del popolo, che i Gilets Jaunes vogliono rappresentare? Sono queste le immagini di queste ore, sotto gli occhi di tutti. La città non si ferma, la popolazione colpita dall'ondata di violenze si rialza, il cuore parigino prova a ribattere.

L'Europa intera guarda adesso al movimento con disappunto, i politici di altri Stati ne prendono le distanze, come il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico in Italia Luigi Di Maio. Le violenze dei giorni precedenti hanno preso il sopravvento mediatico sulle istanze del popolo, sulle cause e sulle battaglie politiche di cui il movimento vuol farsi portavoce.

Sui social network, da sempre crucuali per i vari appuntamenti settimanali, sono in tanti a criticare, a richiamare i partecipanti alla pacifica protesta. Il messaggio da "Macron démission" a "Black block démission" è chiaro.

Al momento lo stesso movimento è diviso all'interno. Occorre segnalare che non vi è mai stata una linea Politica univoca tra gli attivisti. I sostenitori della Frexit hanno manifestato accanto a potenziali candidati alle europee, come convinti ambientalisti sono scesi in strada accanto a chi metteva in discussione le tasse sul carburante.

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I partecipanti hanno da tempo dichiarato che le proteste non sarebbero cessate fino a quando non si sarà dimesso Emmanuel Macron dalla carica presidenziale e non sarà caduto l'intero Governo.

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