Venerdì 24 aprile, durante una conferenza stampa tenutasi in tarda serata, il primo ministro Sophie Wilmès ha annunciato le fasi che a partire dal 4 maggio porteranno il Belgio a un progressivo allentamento del lockdown e delle misure di restrizione erano state imposte a partire da mercoledì 18 marzo per fronteggiare la diffusione del Covid-19.

La preparazione all'uscita dal lockdown nelle case di riposo

Il primo passo verso l'allentamento del lockdown e un progressivo ritorno alla normalità è fissato, proprio come per l'Italia, il 4 maggio con la fase denominata 1 A; dall’11 maggio avrà invece inizio la fase 1 B.

Un punto essenziale di questa prima fase riguarda l’aumento dei test giornalieri, che dovranno essere almeno 25.000-30.000, con la possibilità dal 4 maggio di arrivare fino a 45.000 test analizzati al giorno. La maggior parte di questi test riguarderà le case di riposo, in cui si è registrata circa la metà dei morti per Coronavirus (in totale 7.501 il 29 aprile). La regione della Vallonia si impegna a testare tutti gli ospiti e tutto il personale delle 602 case di riposo entro domenica. I risultati delle analisi dei test permetteranno l’organizzazione delle fasi successive e indicheranno se sarà possibile autorizzare nuovamente le visite di un famigliare.

Il sistema delle visite è stato già sperimentato a Bruxelles, sempre nelle case di riposo già sottoposte a test, e prevede una visita di massimo 30 minuti di un membro della famiglia, o di un’altra persona scelta dall’anziano, che dovrà rilasciare una autocertificazione relativa all’assenza di sintomi di coronavirus nei 14 giorni precedenti.

Nella regione della Vallonia si procederà poi al depistaggio completo delle strutture per persone con handicap e per le persone affette da problemi mentali.

Ritorno al lavoro dal 4 maggio

Dal 4 maggio, con la fine del lockdown, è previsto anche un graduale ritorno al lavoro per i dipendenti di quelle compagnie che lo necessitino, anche se lo smart working resta una pratica vivamente raccomandata.

Il ritorno al lavoro implica però alcuni problemi relativi alla gestione dei bambini, tanto che nella regione delle Fiandre molti genitori hanno palesato le loro inquietudini, tanto da invitare il governo federale ad autorizzare un’apertura delle scuole anticipata per i figli dei genitori che riprenderanno il lavoro in presenza già dal 4 maggio.

Se questa misura non venisse attuata, molte famiglie saranno costrette ad affidare i bambini ai nonni, pratica che è stata ampiamente sconsigliata dal governo.

Sempre dal 4 maggio saranno riaperte le industrie legate alla produzione di tessuto che dovranno fornire il materiale necessario alla produzione di maschere protettive.

Problemi con le maschere protettive

L’utilizzo delle maschere protettive è altamente consigliato per i maggiori di 12 anni, soprattutto quando le distanze sociali non possono essere rispettate, ma non è ancora stato reso obbligatorio, proprio a causa della difficoltà di reperire questi dispositivi di protezione individuale. In questa fase il governo federale del Belgio si impegna a fornire almeno una maschera gratuita - non è specificato di che tipologia - a tutti i suoi cittadini.

In Belgio si sta inoltre testano l’efficacia delle maschere FFP2 acquistate dal governo federale, con risultati non sempre incoraggianti. Infatti, ben quattro maschere FFP2 su dieci non superano i test relativi all’efficacia della protezione e la stessa sorte tocca al 25% delle maschere chirurgiche testate. Queste maschere saranno considerate semplici maschere di conforto, ma non potranno essere assolutamente utilizzate né negli ospedali, né nelle case di riposo.

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