Il ministero degli Esteri israeliano ha dichiarato che Hamas, in collaborazione con "provocatori professionisti", sarebbe la forza motrice dietro la flottiglia di imbarcazioni dirette verso Gaza. L'obiettivo dell'iniziativa, secondo la nota ufficiale, sarebbe quello di "sabotare la transizione alla seconda fase del piano di pace di Trump". Israele ha affermato di impegnarsi a garantire la libertà di navigazione, ma ha sottolineato che, dato l'elevato numero di imbarcazioni partecipanti, il rischio di escalation e la necessità di prevenire la violazione di un blocco navale legale, si è reso necessario un intervento tempestivo "in conformità con il diritto internazionale".

La Global Sumud Flotilla, partita da Barcellona all'inizio del mese, coinvolgeva oltre 70 barche e 1.000 persone provenienti da diversi Paesi. Durante la navigazione nel Mediterraneo orientale, 22 delle imbarcazioni sono state intercettate in acque internazionali a ovest dell'isola greca di Creta, mentre altre 36 proseguivano la traversata. Il ministero degli Esteri israeliano ha comunicato che circa 175 attivisti provenienti da oltre 20 barche sono stati trasferiti in Israele.

L'intervento israeliano e le accuse di Hamas

La nota israeliana ha ribadito che l'intervento è stato deciso per prevenire la violazione di un blocco navale ritenuto legale e per evitare il rischio di escalation. Il portavoce del ministero degli Esteri israeliano, Oren Marmorstein, ha specificato che "un'azione precoce era necessaria in conformità con il diritto internazionale" e che "l'operazione è stata condotta in acque internazionali pacificamente e senza vittime".

Marmorstein ha inoltre accusato il gruppo militante Hamas di essere "la forza trainante" dietro la flottiglia, con l'intento di sabotare la transizione del piano di pace statunitense e di distogliere l'attenzione dal rifiuto di Hamas di disarmare.

Gli organizzatori della flottiglia hanno riferito che le imbarcazioni sono state intercettate a centinaia di chilometri da Gaza e Israele, in acque internazionali vicino a Creta. Hanno denunciato il danneggiamento dei motori e delle apparecchiature di navigazione, oltre alla detenzione di alcuni membri degli equipaggi. Secondo quanto riportato, le comunicazioni delle navi sarebbero state disturbate, impedendo richieste di soccorso immediate.

Contesto del blocco di Gaza e obiettivi umanitari

La flottiglia rappresenta un nuovo tentativo di rompere il blocco navale imposto da Israele ed Egitto sulla Striscia di Gaza dal 2007, anno in cui Hamas ha preso il controllo dell'enclave palestinese. Israele giustifica il blocco come misura per impedire l'importazione di armi da parte di Hamas. In passato, iniziative simili sono state fermate dalle autorità israeliane, che hanno arrestato e poi deportato i partecipanti.

Gli organizzatori della Global Sumud Flotilla hanno dichiarato che l'obiettivo dell'iniziativa era attirare l'attenzione sulle condizioni di vita della popolazione di Gaza, dove circa due milioni di persone affrontano carenze di beni essenziali e accesso limitato agli aiuti umanitari. Nel corso degli anni, la situazione nella Striscia è rimasta critica nonostante periodi di tregua e la presenza di un blocco che limita fortemente la circolazione di merci e persone.