La Commissione europea ha presentato una proposta significativa per la revisione dei parametri di riferimento (benchmark) che regolano l’assegnazione delle quote gratuite di CO2 alle industrie nell’ambito del sistema di scambio delle emissioni (ETS). La misura, discussa il 30 aprile 2026 nel comitato sui cambiamenti climatici, mira a rispondere alle preoccupazioni del settore industriale per il periodo 2026-2030, introducendo un elemento cruciale: l’inclusione delle emissioni indirette nel calcolo dei benchmark.
Questa modifica, secondo le stime dell’Unione europea, si tradurrebbe in un aumento di circa 4 miliardi di euro in quote gratuite di CO2 destinate alle imprese.
Il documento che delinea questa proposta è stato presentato in vista dell’adozione dell’aggiornamento dei benchmark dell’ETS, attesa nelle prossime settimane.
Le modifiche ai benchmark e l'impatto sui settori
I valori preliminari dei benchmark per il calcolo delle quote gratuite, presentati il 30 aprile 2026, mostrano una sostanziale continuità rispetto alle precedenti elaborazioni interne. Su un totale di 54 settori esaminati, solo cinque hanno subito variazioni rispetto agli ultimi aggiornamenti non ufficiali. Tra le modifiche più rilevanti, il benchmark per il fenolo e l'acetone ha registrato un incremento del 26,6%, raggiungendo 0,219 quote per tonnellata, sebbene rimanga inferiore del 4,8% rispetto ai livelli del quinquennio 2021-2025.
Anche la soda ash ha visto un aumento significativo del 15,6%, attestandosi a 1,122 quote per tonnellata, un valore ora superiore del 49% rispetto al periodo 2021-2025. I benchmark per i prodotti di raffineria e gli aromatici sono cresciuti rispettivamente dello 0,43% e dell’1,31%. Il benchmark per il gas di sintesi è aumentato dell’1,06% a 0,19 quote per tonnellata, mentre quello per la calce è stato rivisto al rialzo dello 0,29%, pur rimanendo inferiore del 4,41% rispetto ai livelli precedenti.
Per i settori del calore e dei combustibili, le metodologie di calcolo delle emissioni indirette sono state mantenute invariate. Questi benchmark si attestano a 31,2 quote per tonnellata per il calore e 28,1 per il combustibile, risultando inferiori del 34% rispetto al periodo 2021-2025.
Prossime tappe per l'adozione della regolamentazione
La Commissione europea ha delineato un calendario preciso per l'implementazione. La pubblicazione del regolamento relativo ai nuovi benchmark è prevista tra l’inizio di maggio e l’inizio di giugno 2026, periodo durante il quale sarà aperta una fase di consultazione pubblica. Successivamente, il comitato sui cambiamenti climatici si riunirà per la discussione e l’adozione definitiva dei valori, un passaggio atteso nella seconda metà di giugno. L’effettiva emissione delle quote gratuite dovrebbe prendere il via nella seconda metà di luglio 2026.
La revisione dei benchmark, con l’integrazione delle emissioni indirette, rappresenta un passo fondamentale nelle politiche climatiche europee. L'iniziativa intende bilanciare le esigenze dell'industria con gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra, delineando un percorso per il futuro del mercato del carbonio nell'UE.