Le dichiarazioni del segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, hanno suscitato sorpresa e, in alcuni casi, irritazione tra gli alleati europei della Nato e il Canada. Nel suo intervento, il capo del Pentagono ha nuovamente richiamato i partner dell’Alleanza accusandoli di non fare abbastanza sul fronte della difesa e della sicurezza collettiva.
Una presa di posizione che ha riportato alla mente le critiche già espresse pubblicamente nel febbraio 2025, ma che questa volta è stata accolta con crescente insofferenza da diverse capitali europee.
Il malumore degli alleati
Secondo fonti dell’Alleanza, il contesto attuale sarebbe profondamente diverso rispetto a quello di un anno fa e le accuse di Washington non terrebbero conto degli sforzi compiuti dagli alleati.
"È un disco rotto", ha confidato una fonte alleata, sottolineando come molti Paesi europei abbiano già avviato un significativo incremento delle spese militari e dei contributi alle strutture della Nato.
La stessa fonte ha evidenziato che gli europei "stanno aumentando" i propri bilanci per la difesa e le "contribuzioni" all’apparato militare dell’Alleanza, anche con l’obiettivo di compensare la riduzione dell’impegno statunitense in alcuni settori.
Un rapporto ancora sotto pressione
Dietro le reazioni europee emerge la convinzione che, dall’inizio del 2025, siano stati compiuti passi concreti verso una maggiore assunzione di responsabilità da parte dei membri europei della Nato.
Per questo motivo, il nuovo richiamo pubblico di Hegseth è stato percepito da alcuni alleati come una valutazione che non riflette i cambiamenti avvenuti negli ultimi mesi all’interno dell’Alleanza.
Le tensioni confermano comunque come il tema della condivisione degli oneri della difesa continui a rappresentare uno dei principali punti di confronto tra Washington e i partner europei, nonostante il rafforzamento degli investimenti militari registrato negli ultimi anni.