In apertura del G7 di Evian-les-Bains, il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato la disponibilità di Francia e Regno Unito a guidare una missione internazionale nello Stretto di Hormuz, con il sostegno di Paesi Bassi e Italia. L’obiettivo sarebbe quello di contribuire alla riapertura della via marittima strategica una volta che l’accordo tra Stati Uniti e Iran sarà pienamente applicato.
La missione e i tempi di attuazione
Intervistato dall’emittente TF1, Macron ha delineato il perimetro dell’iniziativa, sottolineando il ruolo centrale della cooperazione tra alleati europei nella gestione della sicurezza marittima nell’area.
"La Francia e la Gran Bretagna sono pronte a guidare una missione nello Stretto di Hormuz, con il sostegno di Olanda e Italia, con l'obiettivo di contribuire alla riapertura di questa via marittima una volta che l'accordo concluso fra gli Stati Uniti e l'Iran sia effettivamente applicato".
Secondo il capo dell’Eliseo, il dispiegamento operativo potrebbe avvenire in tempi molto rapidi, nell’arco di pochi giorni, a conferma dell’urgenza attribuita alla stabilizzazione dell’area. "La missione potrebbe essere dispiegata entro due o tre giorni", ha dichiarato Macron.
Il nodo del diritto internazionale
Nel suo intervento, il presidente francese ha anche affrontato il tema delle regole di utilizzo della rotta commerciale, sottolineando la necessità di rispettare il diritto internazionale nella gestione dello Stretto.
Per Macron, eventuali restrizioni o sistemi di pedaggio applicati alla navigazione non sarebbero compatibili con le norme vigenti. "La riapertura dello stretto di Hormuz con l'imposizione di pedaggi sarebbe contraria al diritto internazionale".