Un accordo tra Unione Europea e Regno Unito vede Londra partecipare al prestito da 90 miliardi di euro per il sostegno dell'Ucraina. L'annuncio è stato fatto dalla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, che ha finalizzato l'intesa con il primo ministro britannico, Keir Starmer, al vertice dei Volenterosi a Parigi.
Von der Leyen ha dichiarato che l'intesa permetterà all'Ucraina di accedere a una gamma più ampia di fornitori nel settore della difesa, consentendole di procurarsi il necessario sul campo di battaglia. Ha sottolineato: "Ciò consentirà all'Ucraina di avvalersi di una gamma più ampia di fornitori nel settore della difesa.
In questo modo potrà procurarsi ciò di cui ha bisogno sul campo di battaglia".
Dichiarazioni dei leader e impatto dell'accordo
Keir Starmer ha evidenziato la positività della partecipazione britannica al prestito europeo per l'Ucraina e per le relazioni UK-UE. Ha affermato che il prestito è "molto buono per l'Ucraina, perché le darà la capacità di cui ha disperatamente bisogno nel quinto anno di questo conflitto". Ha inoltre sottolineato che l'iniziativa "è molto buona per il Regno Unito grazie alle opportunità lavorative che ne derivano".
La decisione è stata discussa in un incontro co-presieduto da Starmer e dal presidente francese Emmanuel Macron. L'iniziativa era stata bloccata dal governo ungherese di Viktor Orban, ma dopo le elezioni di aprile e il cambio di governo, l'Unione Europea ha approvato il prestito.
Contesto istituzionale e implicazioni operative
La Commissione Europea, guidata da Ursula von der Leyen, è l'organo esecutivo dell'Unione Europea, responsabile di proporre la legislazione e gestire le politiche dell'UE. Svolge un ruolo centrale nel coordinamento delle iniziative di sostegno, come il prestito a favore dell'Ucraina.
L'accordo prevede che le aziende britanniche del settore della difesa possano competere per contratti finanziati dal prestito, in cambio di un contributo del Regno Unito fino a 400 milioni di sterline. Sono previste ulteriori sanzioni contro le aziende russe per incidere sulle catene di approvvigionamento militare.