L'ascesa dell'imprenditoria femminile è, senza alcun dubbio, una delle note liete di questi ultimi anni per quanto concerne l'economia italiana. Cresce vertiginosamente il dato delle donne che, per mancanza di alternative o per una crescente emancipazione, decidono di lavorare autonomamente entrando così in un mondo, quello imprenditoriale, che da sempre è stato caratterizzato da una predominanza assoluta del sesso maschile.
Le donne imprenditrici hanno dovuto affrontare non solo i normali problemi che qualsiasi imprenditore è costretto a fronteggiare, ma anche il generale scetticismo che c'era nei loro riguardi.
Rimane tuttavia un grosso problema per la donna che vuole avvicarsi all'imprenditoria: quello dell' accesso al credito. Tuttavia è stata da poco costituita una seziona speciale del Fondo Centrale di Garanzia dello Stato dedicata appositamente alle imprenditrici le quali possono ottenere finanziamenti per un ammontare complessivo di 300 milioni di euro a condizioni favorevoli.
Più specificatamente, l'agevolazione consiste nel poter usufruire della c.d. garanzia pubblica che permette loro di richiedere un prestito dove è lo Stato a fare da garante con l'istituto di credito che, quindi, potrà erogare lo stesso con maggior tranquillità. Destinatarie dell'iniziativa sono le società cooperative e le società di persone con una presenza femminile di almeno il 60% e le società di capitali il cui capitale di proprietà e il cui cda siano costituiti per almeno 2/3 da donne.