Oggigiorno a fronte di una elevata richiesta da parte di imprese e privati per ottenere prestiti, si verifica una certa ostilità da parte degli istituti di credito a concedere finanziamenti. Comportamento giustificabile da una duplice motivazione: la volontà delle banche di investire in maniera alternativa il denaro a loro disposizione e il crescente numero di casi di mancato rimborso che hanno spesso indotto gli istituti di credito a far sottoscrivere polizze assicurative ai soggetti richiedenti.
In realtà vi è anche un altro motivo che rende difficile ottenere prestiti: essere inseriti nella c.d.
black lists dei cattivi pagatori. In linea generale si è inseriti in questa non invidiabile lista laddovenon riesce a pagare due o più rate consecutivamente. A questo punto al soggetto rimangono due strade percorribili: pagare le rate regolarizzando la loro posizione; chiedere un prestito riservato ai cattivi pagatori.
Tali prestiti difficilmente possono essere richiesti dai lavoratori autonomi, mentre per coloro che hanno un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato lo scenario appare meno ostile. In linea di principio il prestito per cattivi pagatori avviene mediante la cessione del quinto mediante la quale l'istituto di credito ottiene, direttamente dal datore di lavoro, il 20% del reddito del soggetto richiedente. Un'altra modalità, meno utilizzata, è il prestito delega con cui la banca preleva il 40% del reddito. I piani di rimborso sono variabili non andando, tuttavia, mai oltre i 120 mesi.